Bottiglie di voda mezze piene

Io ho capito che questo sarebbe stato un mini-viaggio diverso da tutti gli altri mini-viaggi quando in una stazione di servizio, appena oltrepassato il confine italiano e dopo che erano circa tre ore che non tracannavo qualcosa di fresco, ho comprato una bottiglia d’acqua dal nome molto ma molto singolare: Voda Voda, ovvero Acqua Acqua. Nome originalissimo per un’acqua, ma mai quanto la bottiglietta che la conteneva. E infatti la mia amica ne ha presa una per aggiungerla alla sua collezione di Bottiglie D’Acqua Da Tutto Il Mondo.

In realtà avevo intuito che sarebbe stata una vacanza un po’ più insolita delle altre già qualche ora prima, e cioè nel momento in cui abbiamo iniziato a rimanere incolonnati sotto il sole rovente lungo la Venezia-Trieste, e anche quando in un autogrill ho fatto una fila di venti minuti per andare in bagno. “Se tutto va bene è già tanto se ce la fate ad arrivare per stasera sul tardi”, ci hanno detto in un’area di servizio. E subito dopo, dalla radio abbiamo appreso che quello che doveva essere un semplice rallentamento era diventata una coda chilometrica, e lì ho pensato che forse era il caso di bere giusto il minimo indispensabile.
Mettiamola così: volevamo capire con esattezza cosa si dovesse effettivamente intendere per giornata da bollino nero e siamo stati davvero molto bravi in autostrada, dove ci siamo messi proprio d’impegno per capirlo fino in fondo. Quando dicevo che si poteva comunque imparare qualcosa da questa breve vacanza non scherzavo mica: mai partire in macchina, salvo casi eccezionali, in giornate da bollino nero.
Però ora posso dirlo, che in fin dei conti siamo stati fortunati, perché alla fine, dopo aver deviato il percorso, pur allungando il tragitto passando per Udine ma sicuri di non trovare code, siamo giunti a destinazione ad un orario accettabile. E in un’arsura da cinque del pomeriggio e nel delirio generale, un cartello recante la scritta Lubiana 82 Km ci è sembrato essere una specie di miraggio. E’ stato in quel momento che credo di aver pianto silenziosamente lacrime di gioia, e dagli specchietti retrovisori ho avuto l’impressione che anche i miei compagni di viaggio stessero facendo la stessa cosa.

La visita di Lubiana è stata inevitabilmente concentrata in poco tempo, ma è anche vero che dopo una breve escursione del castello, una passeggiata sul lungofiume, e aver assaggiato tutto quello che nei limiti delle possibilità umane si può assaggiare della cucina slovena in una sola cena, poi non è rimasto un granché da fare. Purtroppo problemi logistici non ci hanno permesso di proseguire per un giretto in Slovenia nei giorni successivi, ma tutto sommato è andata bene anche così.
Sono state due giornate imprevedibilmente insolite, una parentesi spensierata in cui ho riso tanto, e non ricordo più da quanto tempo non ridevo così di gusto, ma parlo proprio di quelle risate da rimanere quasi senza fiato. Giornate in cui anche ricevere sms di auguri nei quali mi si ricordava che ero più vecchia di un anno ha avuto un tono diverso rispetto agli anni passati. Piccoli segni di amicizia in formato letterale di cui, ora so, non si può mai finire di essere stanchi. Anche se ogni anno questi segni arrivano puntualmente il quattro, il cinque e sì, addirittura il sette di agosto, e anche se provengono proprio da quelle persone che conosco praticamente da decenni.
Due giornate all’insegna della leggerezza, che per fortuna mi hanno tenuta ben lontana dal fare inutili bilanci e stilare programmi che difficilmente metterò in pratica.
E’ stato esattamente il compleanno che volevo.
E’ stato un bel compleanno.

2 Comments

  1. Ciao,se alla tua amica interessano acque dal mondo io ne ho parecchie da poterle vendere.fammi sapere!!!

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