All’uscita del supermercato in cui di solito vado a fare la spesa è appesa una bacheca di annunci. Lì, su quella parete, domande e offerte di lavoro provano ad incontrarsi, proprietari di appartamenti sfitti cercano potenziali inquilini, a volte si vendono o regalano cuccioli di gatti e cani, a volte i gatti e i cani si sono smarriti, si segnalano nuovi corsi di zumba fitness o l’apertura di un altro ristorante cino-giapponese, auto-moto-bici usate aspirano a diventare auto-moto-bici di seconda mano presso nuovi acquirenti. Insomma, una comunissima bacheca di annunci. L’altro giorno mentre spulciavo tra i vari foglietti appesi, ho notato un volantino relativo ad una gita organizzata da un’agenzia di viaggi, un un tour giornaliero di Firenze in pullman GT. Anche se sono ormai anni che non vado a questo tipo di gite, mi piace sempre leggere questi programmi. Ritrovo alle ore; soste facoltative lungo il percorso; arrivo a; visita guidata a; pomeriggio libero a disposizione; rientro in tarda serata. È una routine viaggereccia che fa tanto “gita delle medie”. Forse proprio per questo sono attirata da questi planning gitaioli. A scuola si pregustava l’attesa della mini trasferta di fine anno già un mese prima della data fissata. Andare in gita significava stare lontani da casa per una giornata intera (e senza telefonino, pensate un po’). Andare in gita era il primo passo di un lungo e tortuoso tragitto verso l’emancipazione.
Ogni programmino di gita giornaliera che si rispetti, la voce pranzo deve includere la seguente dicitura: pranzo al sacco. Pranzo al sacco che ai tempi della scuola consisteva in panini con affettati avvolti nella stagnola, corredati da una Fanta in lattina o un succo Billy, mentre per il dolce si andava su un altro classico, ovvero il tubo di Ringo al cacao.

Oggi se dovessi prepararmi un pranzo al sacco, sarebbe senza alcun dubbio un’insalata di pasta, o più volgarmente detta pasta fredda. È arrivato il caldo, e con esso i menù sono cambiati da zuppa calda e corroborante a gustose insalate di pasta con profumate verdure di stagione dal delicato sapore estivo. Di solito, quando la cucino, ne preparo una cofana molta e quella che avanza la metto in un contenitore ermetico ed ho così a portata di frigorifero la soluzione perfetta per un pasto veloce del giorno dopo. L’insalata di pasta è il mio pranzo al sacco ideale di quando si va al mare. Intendo dire di quelle giornate in cui si sta in spiaggia anche durante l’ora di pranzo, nell’ora più bella, quella più silenziosa, quella in cui si riesce anche ad ascoltare il rumore delle onde. È quell’intervallo di tempo in cui nello stabilimento si assiste ad una momentanea desertificazione, perché se ne sono andati quasi tutti a mangiare o a procacciarsi il cibo da qualche parte. In queste giornate qui, per me i tempi di attesa alla pizzeria/bar/ristorante più vicini sono azzerati, perché posso contare sulla mia lunch box riempita la sera precedente con un’insalatona multicolore di pasta fredda. La estraggo direttamente dalla borsa frigo e posso gustarmela con tutta comodità sotto l’ombrellone e a pochi passi dalla riva, talvolta accompagnandola ad un’insalata di frutta.
Mi è anche capitato di prepararla per dei lunghi tragitti in treno. E tra il panino e la pasta, stravince a tutti gli effetti la seconda, che è molto più digeribile e saziante.

Di seguito, uno dei modi in cui la preparo e la farcisco. L’ho fatta qualche giorno fa, anche se non era esattamente una giornata di mare. Però, devo dire che il sapore era parecchio marinaresco.

Ingredienti per due persone

  • 250 g circa di pasta corta integrale
  • 500 g di pomodori ciliegino
  • 200 g di filetti di tonno all’olio d’oliva (quelli nel vasetto di vetro)
  • una manciata di olive nere
  • una mozzarella da 125 g
  • origano essiccato q.b
  • sale q.b.
  • olio EVO q.b.

ingredienti insalata di pasta
Procedimento

Durante la cottura della pasta ho lavato e tagliato i pomodori e le olive. Ho poi tagliuzzato il tonno in piccoli pezzi. Una volta scolata, l’ho fatta un po’ raffreddare in un recipiente a parte, aggiungendo un filo d’olio per evitare che le mezze penne si incollassero, dopodiché ho aggiunto alla pasta tutti gli ingredienti ad eccezione della mozzarella. Quest’ultima l’ho tagliata a cubetti e l’ho messa solo alla fine, quando la pasta era ormai completamente fredda. Questo per evitare che la mozzarella filasse e per fare in modo che rimanesse fresca e compatta.

ingredienti_2

Il risultato finale è questo

insalata di pasta

(N.B. Se dovesse essere troppo secca e asciutta,  aggiungere ancora un giro d’olio e mescolare.)

Notazione del giorno dopo
La parte eccedente è andata a finire in un contenitore ermetico in frigorifero. Il giorno dopo, a pranzo, ho voluto fare un esperimento. L’ho saltata in una padella antiaderente, facendola diventare una “pasta calda” e lasciando in questo caso che la mozzarella si sciogliesse e filasse per benino. Anche nella versione riscaldata è stata molto buona.