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	<title>Che ore sono? &#187; Ore legali II</title>
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		<title>In un venerdì pomeriggio di inizio estate</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 02:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ore legali II]]></category>
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		<description><![CDATA[Avrei dovuto assumere un atteggiamento maturo e responsabile, lo so. Dicevo che sarei stata pronta anche ad una bocciatura, ma a quanto pare no, non ero pronta. Che poi mi ero immaginata di vedere i risultati direttamente pubblicati on-line, così qualunque sarebbe stato l’esito sarei stata in ogni caso da sola, in camera mia. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p>Avrei dovuto assumere un atteggiamento maturo e responsabile, lo so.<br />
Dicevo che sarei stata pronta anche ad una bocciatura, ma a quanto pare no, non ero pronta.<br />
Che poi mi ero immaginata di vedere i risultati direttamente pubblicati on-line, così qualunque sarebbe stato l’esito sarei stata in ogni caso da sola, in camera mia. E l’avrei preferito.<br />
Ma venerdì pomeriggio mi trovavo per caso nelle vicinanze della corte d’appello, i risultati tardavano ad uscire, e io davvero non ho resistito.  Ho avuto la malaugurata  idea di entrare, capitando nel momento esatto  in cui le liste degli ammessi all’orale venivano appese in bacheca.<br />
Il mio nome non c’era. Ho guardato bene, ho scorso tutti i cognomi con la mia iniziale,  ho controllato meglio l&#8217;intero elenco, ma niente, non era tra quelli.</p>
<p>Ora, voi provate per un attimo ad immaginare quale può essere la reazione di un praticante moderatamente emotivo che attende questi risultati dalla metà di dicembre.</p>
<p>C’era chi piangeva di gioia, chi si abbracciava, chi esultava, chi  ripeteva stupefatto “non ci posso credere… non ci posso credere… non ci posso credere”, chi telefonava al mondo intero.</p>
<p>Io ho telefonato ad una mia amica per dirle che l’aveva passato.</p>
<p>E inevitabilmente qualche lacrima l’ho versata. L’ho fatto sommessamente e senza dare spettacolo. E’ stato, diciamo, non tanto un pianto stizzoso, quanto un pianto liberatorio, ecco, mettiamola così, un pianto che con ogni probabilità mi sarei fatta anche se l’avessi passato.</p>
<p>Lo so che in fondo è soltanto uno stramaledettissimo esame e che ci sono cose peggiori dell’essere bocciati ad un esame. Però, questo è un esame particolare. Si aspettano i risultati per almeno sei mesi, e sei mesi sono lunghi da passare. In tutto questo tempo si fanno le più svariate supposizioni, programmi del tipo “se passo lo scritto, allora…”, si prova a continuare  la pratica forense riducendola in alcuni casi ad una mera attività di volontariato, si abbandonano determinati progetti proprio in vista di un potenziale periodo più o meno lungo da passare sui libri, ci si chiede se anziché studiare per un orale incerto valga invece la pena prepararsi per questo o quel concorso. A volte ci si sente frustrati  e insoddisfatti, altre rassegnati, si  alternano <a href="http://www.cheoresono.net/praticante-in-attesa-di-giudizio/269/">periodi di totale disinteresse verso l’esame e la professione</a>, ad altri in cui si è speranzosi di aver passato lo scritto. Altre volte si pensa all’atto, alla prova del terzo giorno, a quella comparsa di risposta, che non si sa se sono state fatte delle imprecisioni, chissà.<br />
Poi arriva la metà di aprile. Si dà un’occhiata al calendario. Ci si rende conto che rispetto alla mole di studio il tempo rimasto è poco, e  la cosa più conveniente da fare da lì a giugno è obbligarsi a studiare, fiduciosi che nella lista degli ammessi all’orale ci sia anche il proprio nome. E tutti i pensieri che erano stati fatti fino a quel momento vengono messi definitivamente da parte, come fossero cancellati.</p>
<p>E’ proprio la percezione di aver perso inutilmente parecchio tempo la conseguenza spiacevole di quest’esame.<br />
Ed è una sensazione che fa sentire ancora più amareggiati, rispetto alla bocciatura in sé.</p>
<p>Alla fine di tutto, comunque, venerdì pomeriggio,  di ritorno a casa, mentre ero sul treno delle 16.28, lo stesso che prendevo ogni lunedì dopo scuola forense,  con la testa appoggiata al finestrino e il sole che batteva in fronte, è accaduto  un fatto straordinario.<br />
E’ stato lì, in quei pochi istanti, in un venerdì pomeriggio di inizio estate, che mi è venuta in mente una cosa così manifestamente  ovvia, che mi domando come non abbia fatto a pensarci prima.<br />
Presumibilmente perché ero troppo impegnata a scegliere quali manuali usare, se dare la preferenza solo alle edizioni Simone, o se scegliere quelli della Giuffrè,  magari per ecclesiastico e internazionale privato.<br />
Dopo tanto tempo che non succedeva, ho avvertito la preponderante necessità di evitare di complicarmi le cose, essendo in realtà già così semplici. E ho preso seriamente in considerazione la prospettiva di farla facile.<br />
Quindi per questo giro ho deciso di farla facile.<br />
Credo che questa bocciatura non sia venuta a caso, che forse dovrei considerarla un punto di partenza per iniziare ragionevolmente a valutare l’opportunità di altre strade.<br />
E’ una banalità assoluta, questa, me ne rendo conto. Ma per il momento è un pensiero che mi fa stare meglio.</p>
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		<title>Stanotte va così.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 22:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente, non è andata. Va tutto bene. E’ solo che ora non mi va tanto di parlarne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, non è andata.<br />
Va tutto bene.<br />
E’ solo che ora non mi va tanto di parlarne.</p>
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		<title>Forse, domani.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 22:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani non potrò essere a casa per l’intera giornata. Da un lato è meglio, così eviterò di stare incollata al sito della corte d’appello a cliccare “ricarica pagina corrente” ogni cinque minuti. Quindi non so se riuscirò a dare notizie in tempo reale. E’ che oramai sembra sia questione di ore. Dopo giorni e giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani non potrò essere a casa per l’intera giornata. Da un lato è meglio, così eviterò di stare incollata al sito della corte d’appello a cliccare “ricarica pagina corrente” ogni cinque minuti.<br />
Quindi non so se riuscirò a dare notizie in tempo reale.<br />
E’ che oramai sembra sia  questione di ore.<br />
Dopo giorni e giorni, mancano finalmente poche ore.<br />
Sono sei mesi che mi chiedo come sarei stata la sera prima di sapere l’esito di <a href="http://www.cheoresono.net/l%e2%80%99esame/246/">quest’esame qui</a>, sì proprio quello.<br />
Ebbene non sono né agitata, né preoccupata, né ansiosa.<br />
Ok, forse un po’ ansiosa, sì.<br />
Comunque mi sento anche molto sollevata. Al momento, indipendentemente da quale sarà l’esito,  mi sento sollevata che quest’attesa forzata sia arrivata ad una sua conclusione.<br />
Ecco, poi domani si vedrà.</p>
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		<title>Due anni, otto mesi e tre giorni dopo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 22:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccomi lì, seduta su quella sedia, la stessa identica sedia, posizionata nello stesso identico punto e nella stessa identica stanza, in cui mi trovavo più di due anni e mezzo fa. L’unica cosa diversa è che all’epoca nella parete di destra c’era ancora il quadro raffigurante una natura morta: un acquerello con tonalità miste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccomi lì,  seduta su quella sedia, la stessa identica sedia, posizionata nello stesso identico punto e nella stessa identica stanza, in cui mi trovavo più di due anni e mezzo fa.<br />
L’unica cosa diversa è che all’epoca nella parete di destra c’era ancora <a href="http://www.cheoresono.net/il-ritorno/12/">il quadro raffigurante una natura morta</a>: un acquerello con tonalità miste a grigio, nero, marrone, verde scuro, viola. Qualche tempo dopo fu  rimosso e appeso  nella stanza dei praticanti, cioè nella sala riunioni quando non ci sono riunioni.<br />
Credo spaventasse i clienti.<br />
Mi ricordo che fissavo i codici de Il Sole 24 Ore tutti allineati, ordinati e aggiornati, rossi quelli di penale e verdi quelli di civile, e ho pensato che a casa ne avevo uno di penale de Il Sole 24 Ore pure io, del 2002 però, e che in confronto a quelli era da considerarsi decisamente superato.<br />
E i post-it color arancio. Che a me i post-it arancioni non sono mai piaciuti, e se una volta li ho comprati è stato solo per sbaglio, perché erano nel pacchetto da tre insieme a quelli gialli e verdi. C’è stato un periodo in cui i post-it arancioni mi infastidivano e cercavo di non guardarli. Ora sono del tutto indifferente ai post-it arancioni. Nel senso che non ho niente in contrario al colore arancione per un post-it, però, se posso, non li uso.<br />
E poi mi ricordo che aperto, sopra la scrivania, c’era un fascicolo color verde acqua. Verde acqua, quindi solo recupero crediti. Invece azzurro è per quasi tutto il civile, grigio per il penale, giallo per l&#8217;amministrativo. Una categoria a sé è quella dei fascicoli rosa pallido, che sono per le separazioni e i divorzi. Di fascicoli rosa pallido ne ho visti sempre pochi. Non ho mai capito se fosse un bene o un male. Per ogni materia un colore diverso. Io ero appena una matricoletta in quello studio, e non lo sapevo che per esempio un decreto ingiuntivo andava dentro ad un fascicolo color verde acqua.<br />
I colori, non so perché, ma in questo momento mi ricordo i colori di quel primo giorno.</p>
<p>Due anni e mezzo fa…<br />
Due anni, otto mesi e tre giorni per l’esattezza.</p>
<p>Avevo il sorriso ingenuo di chi non ha mai passato almeno un’intera giornata all’interno di uno studio legale in veste di praticante. Smaniosa di sapere e di imparare  tutto in fretta e possibilmente subito, ero tanto entusiasta quanto ignara di cosa significasse  concretamente “fare la  pratica forense”. Poi, tempo un mese, e ho avuto un quadro quasi completo.</p>
<p>Eccomi lì, come allora, indubbiamente un po’ più seria, forse un filino meno ingenua, o semplicemente è che adesso so cosa aspettarmi da chi.</p>
<p>Eccomi lì, con la voce ben impostata mentre osservo il mio interlocutore mettere la valigetta a posto. Lo  guardo fisso negli occhi e ho l’aria di  essere parecchio convinta di quello che sto facendo. A dire la verità non sembro nemmeno io, quella lì seduta su quella sedia, e ora che ci ripenso mi meraviglio di me stessa. Gli spiego le ragioni della mia decisione, e sono emotivamente preparata a replicare a qualsiasi eccezione avversaria.<br />
In subordine posso comunque usare la mossa “contare fino a dieci per almeno dieci volte di seguito prima di dire una cosa di cui poi mi potrei pentire”.<br />
Non l’ho dovuta usare.</p>
<p>Perché, in effetti, è stato molto più facile di quanto credessi, e si sono sentite anche frasi di circostanza quali “grazie per questi due anni e mezzo di collaborazione” e simili.<br />
Ho pensato al reale significato di “collaboratore di studio” in riferimento ad un praticante avvocato e sono rimasta impassibile.<br />
E’ seguita una chiacchierata  su praticantato, esame avvocato, difficoltà dei primi  anni di professione,  e “se ti serve qualcosa, per esempio i libri, se devi studiare per l’orale, passa  pure, ecc. ecc.”.<br />
E per un brevissimo momento, tipo un minuto e ventisei secondi, L’Uomo Con La Valigetta mi è sembrato che non avesse alcuna valigetta.</p>
<p>Poi ci sono stati i saluti di tutti gli altri,  frasi dette con voce bassa e  abbracci e  occhi lucidi.<br />
E non me l’aspettavo, ecco.</p>
<p>Qualcuno ha cercato pure di sdrammatizzare.</p>
<p>“Ma che stai a di’, non è vero che vai via, dai che ci vediamo domani.”<br />
“No, guarda che è vero.”<br />
“Ma noooooo, non è vero.”<br />
“Ti dico che invece è vero… vado via definitivamente.”<br />
“Ma no, tu domani stai qua.”<br />
“Ok, allora adesso facciamo finta che domani torno. Ciao… a domani&#8230;”</p>
<p>Il giovedì mattina mi  è sembrato un bel  giorno per lasciare lo studio. Era da inizio settimana  che rimandavo e alla fine ho pensato che sì, il giovedì poteva andare bene.<br />
Di giovedì mattina non si respira l’indolenza del lunedì, nessuno è preso dalla frenesia del “presto che ho tre udienze” del martedì o del mercoledì,  e ancora non tira  quell’aria smaniosa da fine settimana che ci può essere invece in un venerdì qualsiasi.<br />
E giovedì è stato.</p>
<p>Sono certa di aver fatto la scelta più opportuna e adeguata a questo periodo.  Tempo fa ho scritto su un foglio bianco, preso dalla fotocopiatrice, “perché accantonare l’idea di proseguire la pratica forense” e di seguito un elenco di tutti i pro e i contro.<br />
Alla fine i pro sono stati di gran lunga maggiori e molto più influenti dei contro.</p>
<p>Solo che ieri, una volta tornata a casa, quando ho controllato la posta elettronica, c’era la solita circolare infrasettimanale dell’ordine degli avvocati e mi è sembrato di avvertire un impercettibile segnale di cedimento.<br />
Una specie di groppo in gola che è stato lì per tutto il pomeriggio e fino a sera.</p>
<p>Oggi va molto meglio, sia ben chiaro.<br />
E, nonostante tutti i “ma sei davvero sicura?!?”, so di aver fatto la cosa giusta.</p>
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		<title>Le Parole</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E alla fine arrivano parole che davvero non ti aspettavi. Parole che per un istante ti fanno rimanere completamente senza parole. Parole che potrebbero stare sul palmo di una mano per poter essere meglio rimirate, messe in tasca e all’occorrenza tirate fuori per essere nuovamente guardate e riguardate ancora. Parole di cui in effetti io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine arrivano parole che davvero non ti aspettavi.<br />
Parole che per un istante ti fanno rimanere completamente  senza parole.<br />
Parole che potrebbero stare sul palmo di una mano per poter essere meglio rimirate, messe in tasca e all’occorrenza tirate fuori per  essere nuovamente  guardate e riguardate ancora.<br />
Parole di cui in effetti io avevo bisogno.</p>
<p>Il potere delle parole è qualcosa che non si dovrebbe mai sottovalutare.<br />
Valgono molto più di una pacca sulla spalla e sono capaci   di generare sorrisi sfacciati che forse nessuno riuscirà a vedere. Ma  che penso si possano immaginare.<br />
Ora, nell’aria e in questa stanza, sembra che ci sia una cosa che potrebbe essere banalmente chiamata felicità, e voglio assumermi ogni responsabilità di quello che sto per dire, ma, ecco, credo che  se ci fosse un modo per poterla qualificare, beh… allora direi che in questo preciso momento, e nonostante tutto,  io mi sento dannatamente felice.</p>
<p>Che poi lo so che ho appena scritto un post delirante. Di quelli che non scrivevo da mesi. E’ comunque un delirare tendenzialmente ottimistico, il che di questi tempi può essere solo una cosa positiva.<br />
Ho però l’impressione che questa non sarà una settimana facile. In studio mi aspettano parole che potrebbero causare qualche tensione,  nodi da sciogliere, situazioni che dovrebbero essere definite una volta per tutte.</p>
<p>Proverò a non lasciarmi abbattere.<br />
Lo prometto.</p>
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		<title>Il ponte secondo me</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 22:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ora in TV]]></category>
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		<description><![CDATA[Avere trentotto e mezzo di febbre quasi trentanove ad aprile era una eventualità che non avevo mai preso seriamente in considerazione. E’ curioso avere la febbre ad aprile, perché te ne puoi stare a ciondolare in terrazza senza preoccuparti minimamente di prendere freddo. Che poi non è un fatto così straordinario, ma tre giorni fa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere trentotto e mezzo di febbre quasi trentanove ad aprile era una eventualità  che non avevo mai  preso seriamente in considerazione.<br />
E’ curioso avere la febbre ad aprile, perché te ne puoi stare a ciondolare in terrazza senza preoccuparti minimamente di prendere freddo. Che  poi non è un fatto così straordinario, ma tre giorni fa, dopo essere resuscitata dalle coperte, avevo più o meno questa sensazione qui.<br />
La cosa, forse un po’ spiacevole, dell’avere la febbre ad aprile è il prendersela proprio il ventiquattro e sera. Con la conseguenza che un ipotetico programma che era stato fatto per il ponte se ne va completamente in fumo.<br />
Perché, per quanto si possa sperare che una Tachipirina, una sudata e dieci ore di sonno riescano a farla scendere ad un dignitoso trentasette o almeno ad un trentasette e due, in realtà questo però non succede. Cioè, io ci avevo veramente sperato, ma ora ho la certezza che no, non succede.</p>
<p>E passare tre giorni  in casa facendo la spola tra letto, bagno, divano, cucina dentro ad un pigiama infeltrito di pile celeste, dormendo davanti alla televisione accesa per poi svegliarsi al suono di<em> call me… don’t be afraid, you can call me… maybe it’s late, but just call me…</em> e il faccione di   Gattuso che ti fissa, non è esattamente  quello che avevo prospettato per il fine settimana.<br />
Così stamattina, mentre impersonavo alla perfezione la parte di quella che fa finta di stare a scuola forense e invece rimane a casa con un manuale di procedura civile aperto davanti agli occhi e la testa altrove, ho fatto una lunga serie di  pensieri megalomani, e tra questi vi era anche il progetto di un prolungamento del ponte fino a… tipo il 5-6 maggio.<br />
Ecco, e non escludo che questo prolungamento possa essere effettivamente attuato.</p>
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		<title>Tentativo di furto</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 22:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ore legali II]]></category>
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		<description><![CDATA[Lasciare, per una notte intera, la propria macchina parcheggiata alla stazione. Tornare, il giorno dopo, a riprendere la suddetta macchina. Andare ad aprire la portiera e constatare che, invece, questa si è appena chiusa. Pensare “che sbadata che sono… ieri sera, nella fretta e per non perdere il treno, l’avevo lasciata aperta… certo che a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciare, per una notte intera, la propria macchina parcheggiata alla stazione.<br />
Tornare, il giorno dopo,  a riprendere la suddetta macchina.<br />
Andare ad aprire la portiera e constatare che, invece, questa si è appena chiusa.<br />
Pensare “che sbadata che sono…  ieri sera, nella fretta e per non perdere il treno, l’avevo lasciata aperta… certo che a volte sono proprio distratta&#8230;”.<br />
Entrare e sedersi al posto di guida.<br />
Notare che il volante è stranamente più lontano del solito, e che pure i piedi non arrivano ai pedali come invece dovrebbe essere.<br />
Fare una veloce supposizione.<br />
Provare due secondi di panico.<br />
Facciamo tre/quattro secondi.<br />
Spostare fulmineamente lo sguardo a sinistra e vedere lievi segni di effrazione sullo sportello.<br />
Spostare lo sguardo a destra e controllare se manca qualcosa.<br />
Prendere atto che ovviamente non è stato preso niente  (d’altronde a chi mai potrebbe interessare una sciarpa color melanzana, una vecchia copia di Elle ingiallita dal sole, un ombrello rotto, un manuale di procedura civile della Simone e un marchingegno che nel 1993 poteva anche essere considerato una signora autoradio mentre ora è un aggeggio che solo in casi eccezionali si ricorda la sua vera identità?).</p>
<p>Ecco che cosa si intende per &#8220;atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto&#8221;.</p>
<p>Quando si dice <em>fare pratica sul campo…</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Con la testa tra le nuvole…</title>
		<link>http://www.cheoresono.net/con-la-testa-tra-le-nuvole%e2%80%a6/274/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 23:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Or ora]]></category>
		<category><![CDATA[Ore legali II]]></category>
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		<category><![CDATA[tribunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei provare a sintetizzare in poche parole quello che mi sta succedendo in questo timido inizio di primavera. Ne userò quattro: Testa Tra Le Nuvole. Era da un bel po’ di tempo che non mi sentivo così tanto con la testa tra le nuvole, e tutto sommato non è poi una sensazione così spiacevole. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Vorrei provare a sintetizzare<strong> </strong><span> </span>in poche parole quello che mi sta succedendo in questo timido inizio di primavera.<span> </span><br />
Ne userò quattro: Testa Tra Le Nuvole.</p>
<p class="MsoNormal">Era da un bel po’ di<strong> </strong>tempo<strong> </strong>che non mi sentivo così tanto con la<em> testa tra le nuvole</em>, e tutto sommato non è poi una<span> </span>sensazione così spiacevole.</p>
<p class="MsoNormal">A parte il fatto che dimentico di tutto. Dimentico ricorrenze. Dimentico appuntamenti. Dimentico cose. Ecco appunto dimentico cose, come ad esempio la<span> </span>giacca di velluto nero con la quale giovedì scorso mi aggiravo per il tribunale, e che devo per forza aver lasciato da qualche parte. Solo arrivata in studio mi sono accorta di non averla con me. Il giorno seguente ho provato a chiedere in cancelleria, ho cercato nelle varie aule, ho interrogato il barista del caffè del corso, dove al ritorno mi ero fermata per il solito espresso, ma della mia giacca di velluto nero nemmeno l’ombra. Ad ogni modo non è stata tutta questa grande perdita, visto che il nero non mi dona poi<span> </span>tanto.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal">Ho la<em> testa tra le nuvole</em> e per il momento non riesco a trovare un rimedio a questo stato.<span> </span><br />
Provo entusiasmo per piccole scoperte e<span> </span>finisco col sorridere, ritrovandomi ferma ad osservare pensieri che ora<em> </em>sembrano avere anche loro una forma. E per quanto assurda possa sembrare tutta questa situazione, vi posso garantire che, a dirla tutta, si sta proprio bene con la<em> testa tra le nuvole</em>&#8230;</p>
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		<title>Diritto in Famiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 23:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ore legali II]]></category>
		<category><![CDATA[parere-legale]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[pratica-forense]]></category>
		<category><![CDATA[praticante]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni al master di specializzazione in Diritto in Famiglia. Programma: I Modulo Lezioni teoriche alternate ad esercitazioni e discussione di casi reali (es. ricorsi avverso multe per divieto di sosta la cui sanzione ammonta a 36 Euro e dove il ricorrente non solo è palesemente in torto ma anche fermamente intenzionato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni al master di specializzazione in <strong><em>Diritto in Famiglia</em></strong>.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p><strong>I Modulo</strong><br />
<strong>Lezioni teoriche  alternate ad esercitazioni e discussione di casi reali</strong>  (es. ricorsi avverso multe per divieto di sosta la cui sanzione ammonta a 36 Euro e dove il ricorrente non solo è palesemente in torto ma anche fermamente intenzionato a far valere quella che è “una questione di principio”; recupero somme di denaro prestate nel 1991; trattative stragiudiziali per sbattere arbitrariamente fuori un inquilino moroso).</p>
<p><strong>II Modulo</strong><br />
<strong>Lezioni di <em>Tuttologia</em></strong><br />
E’ consuetudine diffusa che un avvocato o un praticante (per i famigliari non fa differenza) debba essere in  grado di sapere tutto. Sono pertanto previste anche alcune lezioni di scienza infusa.</p>
<p><strong>III Modulo</strong><br />
<strong>Stage in <em>Improvvisazione Legale</em> con incluso Esame Finale</strong><br />
Il corso si conclude con uno stage individuale  finalizzato a verificare la capacità dell’allievo di compiacere tutto il parentado improvvisandosi penosamente  avvocato davanti a quello che resta di un uovo di cioccolato fondente e dopo aver ingurgitato per mera necessità due bicchieri colmi di vino di visciole ed un caffè corretto con sambuca.<br />
Se lo studente dovesse riuscire nell’intento gli verrà rilasciato l’Attestato di Specializzazione in <em>Diritto in Famiglia</em>.</p>
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		<title>Tossicologia Forense</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 22:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ore legali II]]></category>
		<category><![CDATA[pratica-forense]]></category>
		<category><![CDATA[sniffing]]></category>

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		<description><![CDATA[Contro il logorio della vita forense: Coccoina, la colla dall’inconfondibile odore mandorlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Contro il logorio della vita forense: Coccoina, la colla dall’inconfondibile odore mandorlato.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2008/03/14-03-08_1122.jpg" title="coccoina"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2008/03/14-03-08_1122.jpg" title="coccoina"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2008/03/14-03-08_1122.jpg" alt="coccoina" height="411" width="217" /></a></p>
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