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	<title>Che ore sono? &#187; Ore legali I</title>
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		<title>Prima Udienza</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 22:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p><strong>Sottotitolo: quando una donna in corriera dà inizio alla sua raccolta punti…</strong></p>
<p>Prima o poi arriva per tutti il momento della <strong>prima udienza in solitaria</strong>. Quando un <em>dominus </em>si convince che il praticante, che da qualche tempo vede gironzolare nel proprio studio con fare timoroso, non è questa frana totale che vuole a tutti i costi far sembrare, allora è giunto il tempo di delegarlo ad andare in udienza al suo posto. <strong>Anche il praticante più spavaldo e sicuro di sé</strong>, e che abbia già assistito ad una miriade di udienze, insieme al suo <em>dominus</em>, in questi casi <strong>potrebbe essere preso da un po’ di sconforto</strong> che cercherà di nascondere con l’aria importante di uno che indossa una cravatta di un discutibile color ocra gialla, fresco regalo di laurea, inaugurata appositamente per l’occasione.</p>
<p>Io il battesimo della mia prima udienza l’ho fatto dopo qualche mese dall’inizio della pratica forense, in una mattinata di un <strong>autunno più che inoltrato</strong>. Emozionantissima per l’incarico assegnatomi cinque minuti prima di uscire dallo studio la sera precedente, la notte dormii all&#8217;incirca tre ore, fin quando, affacciatami alla finestra, e avvistati nella semioscurità dell’alba alcuni <strong>fiocchi di neve</strong> venire giù, mi convinsi che forse quel giorno non era il caso di guidare un’auto senza gomme termiche, macinandosi una quarantina di chilometri di strade tortuose e ghiacciate, per giungere in destinazione del Giudice di Pace. Fatto sta che per essere sicura di arrivare in tempo presi <strong>la corriera</strong> delle <strong>7.15</strong>, per arrivare in perfetto orario alle <strong>8.30</strong>. Ok, l’udienza era fissata per le <strong>9.30</strong>… ma questi son dettagli…<br />
Ed ulteriore dato secondario è il fatto che <strong>alla fine riuscii ad assistere all’udienza, ma alle 11 passate</strong>. Infatti, una volta capito il meccanismo con cui si stabiliva il proprio turno, che non era né il numero di ruolo di ciascuna causa, né l’ordine di arrivo delle persone lì presenti, piuttosto credo <strong>la quantità di gomitate per poter entrare nella stanza del Giudice</strong>, alla fine riuscii a trovare un avvocato bendisposto ad una sostituzione, e cioè disponibile a mettere il proprio nominativo nel verbale. Premettendo che l’oggetto della mia causa era un’opposizione ad una multa, andò a finire che la polizia municipale, nel frattempo aveva inaspettatamente richiesto l’archiviazione del procedimento, senza quindi nemmeno presentarsi in udienza. Solo che <strong>tutto quello che mi ero preparata da dire solennemente</strong>, frasi del seguente tenore “si chiede termine per esaminare la comparsa avversaria” o “si chiede il termine del 320 c.p.c. per ulteriori produzioni e deduzioni istruttorie” <strong>purtroppo andò in fumo</strong>. Così chiesi timidamente e con poca convinzione una condanna alle spese in via equitativa, che era la cosa più ovvia da fare, solo che all’epoca non ne ero mica così tanto sicura…</p>
<p><strong>Questo è stato il mio maldestro debutto nel mondo delle udienze.</strong> Da quel giorno le cose sono un po’ cambiate ed è anche capitato che venissi delegata per delle cose un po’ più difficili, che ne so, ad esempio per delle prove per testi, anche se con risultati altrettanto goffi di quelli del mio esordio. Certo è che, <a href="http://www.cheoresono.net/perdere-peso-con-la-pratica-forense/164/"><strong>diete a parte</strong></a>, ormai in ventiquattro mesi, essendo quasi arrivata a quota cento, posso dire di aver fatto <strong>una certa indigestione</strong> di incontri davanti al Giudice. E poi non bisogna dimenticare i relativi adempimenti burocratici. Infatti, alla fine di ogni semestre, occorre depositare presso la segreteria dell’ordine degli avvocati, oltre al libretto di pratica professionale debitamente compilato, anche gli appositi moduli relativi proprio alle udienze a cui si è assistito, ovvero due tabelle, una per il civile e una per il penale, <strong>con tante caselline in cui contrassegnare la propria presenza </strong>relativa a quel determinato procedimento e in quel determinato giorno. Il tutto allo scopo di consentire un rapido conteggio del numero sufficiente di udienze a cui l’assiduo e diligente praticante deve aver partecipato.<br />
<strong>Praticamente quasi una raccolta punti, solo che qua non si vince niente… Anzi no, qualcosa si può vincere: la convalida del semestre… E vi pare poco…</strong></p>
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		<title>Best Time (III parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 19:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ora del tè]]></category>
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		<description><![CDATA[E non è finita qui. Tutto questo correre non avrebbe senso se la copia dell&#8217;atto non dovesse essere subito utilizzata. Difatti, una volta ritornati in ufficio, il documento richiesto deve essere solitamente inviato via fax o tramite raccomandata a qualche collega o ad altre Cancellerie di un qualche altro Tribunale. E’ questa la fase della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/niglio-n1.jpg" title="niglio-n1.jpg"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/niglio-n1.jpg" title="niglio-n1.jpg" alt="niglio-n1.jpg" align="left" height="207" hspace="3" vspace="3" width="131" /></a><strong>E non è finita qui. </strong>Tutto questo correre non avrebbe senso se la copia dell&#8217;atto non dovesse essere subito utilizzata. Difatti, una volta ritornati in ufficio, il documento richiesto deve essere solitamente  inviato via fax o tramite raccomandata a qualche collega o ad altre Cancellerie di un qualche altro Tribunale. <strong>E’ questa la fase della gara nella quale è lecitamente possibile ottenere dei rifornimenti da parte di una segretaria più o meno disponibile a venirti incontro.</strong><br />
A questo punto la gara è terminata e si conta il tempo impiegatoci che può essere più o meno lungo a seconda delle giornate. Se, infatti, in centro c’è il mercato allora la prova risulterà più impegnativa, ma al tempo stesso più eccitante, in quanto comporterà uno <strong>slalom tra bancarelle</strong> (cercando di distogliere lo sguardo dai venditori di scarpe), <strong>signore e loro trolley per la</strong> <strong>spesa con stampa finto Burberry</strong>, che occorrerà stare attenti a non urtare, in quanto queste potrebbero improvvisamente fermarsi a conversare con quell’amica che non vedevano da così tanto tempo, <strong>e venditori di aglio</strong> in bustine trasparenti, di cui in quei momenti non saprei proprio che uso fare, se non quello di rimedio contro la iella.<br />
E così, dopo une lunga serie di allenamenti, questa mattina, vuoi per il sole che mi metteva di buon umore, vuoi perché “l’uomo con la valigetta” aveva urgentissimamente bisogno di una  copia di un verbale di udienza <strong>ho finalmente realizzato il mio personalissimo <em>best time</em></strong>, che rimarrà negli annali dei praticanti e del quale potrò vantarmi negli anni a venire: <strong>ben 41 min. e 18 sec. dallo studio al Tribunale andata e ritorno in condizione di mercato affollatissimo e fila chilometrica in Cancelleria. Scusate se è poco!</strong></p>
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		<title>Best Time (II parte)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 18:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, non sto farneticando. Voglio soltanto dire che, dopo tanto esercitarmi, ho trovato una nuova specialità dell’atletica nella quale sto eccellendo, ed è la “corsa su sanpietrini dallo studio al Tribunale andata e ritorno”. Il regolamento è il seguente: si arriva in studio sperando con tutto il cuore che la mattinata non sia tanto frenetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/race.jpg" title="race.jpg"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/race.jpg" title="race.jpg" alt="race.jpg" align="left" height="180" hspace="3" vspace="3" width="146" /></a>No, non sto farneticando. Voglio soltanto dire che, dopo tanto esercitarmi, ho trovato una nuova specialità dell’atletica nella quale sto eccellendo, ed è la <strong>“corsa su sanpietrini dallo studio al Tribunale andata e ritorno”.</strong><br />
Il regolamento è il seguente: si arriva in studio sperando con tutto il cuore che la mattinata non sia tanto frenetica e che passi tutto liscio e tranquillo, speranza che viene subito vanificata, poiché  da lì si viene <strong>immediatamente indirizzati in Tribunale</strong> dove occorre litigare con qualche impiegato di Cancelleria affinché questo ti dia subito copia urgente di un atto o di un documento (del quale si deve semplicemente fare una fotocopia), previa richiesta scritta e <strong>muniti di  marca da bollo da apporvi.</strong><br />
<strong> Quest’ultima la si può  acquistare al momento dell’iscrizione</strong> <strong>alla gara</strong>, nella quale si viene anche forniti del relativo <strong>numero di pettorale</strong> che, in tal caso, è costituito da una <strong>delega scritta</strong> del proprio <em>dominus</em>, da esibire a richiesta del solito  Cancelliere puntiglioso, che fa fatica a riconoscerti, nonostante ti abbia già visto altre quaranta volte. <strong>Una volta entrati in possesso del maledetto verbale lo si ripone</strong> <strong>nella  valigetta</strong> (attenzione! non lo si può piegare e mettere in tasca, pena la squalifica dalla competizione) <strong>di cui ogni partecipante deve essere provvisto e si riparte di nuovo, destinazione studio.</strong> (continua&#8230;)</p>
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		<title>Best Time (I parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 20:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non sono mai stata un’atleta nata. Tutti i miei tentativi di avviamento allo sport si sono sempre rivelati un totale fallimento. A conferma di ciò cito per mero titolo esemplificativo di quando agli allenamenti di pallavolo venivo messa in un angolo, mentre le altre giocavano in campo delle vere partite con la stessa enfasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/jogger.jpg" title="jogger.jpg"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/07/jogger.jpg" title="jogger.jpg" alt="jogger.jpg" align="left" height="127" hspace="3" vspace="3" width="171" /></a><strong>Io non sono mai stata un’atleta nata.</strong> Tutti i miei tentativi di avviamento allo sport si sono sempre rivelati un totale fallimento. A conferma di ciò cito per mero titolo esemplificativo di quando agli allenamenti di pallavolo venivo messa in un angolo, mentre le altre giocavano in campo delle vere partite con la stessa enfasi di un campionato mondiale,  a <strong>“fare i c.d.</strong><strong> palloni medicinali”</strong> (ovvero palleggiare in solitaria contro un muro con una palla del peso medio di due chili) per rafforzare la muscolatura o più correttamente nel mio caso, per persuadermi con un semplice comportamento concludente, che forse quello non era esattamente lo sport più adatto ad una persona gracile come me. Oltre a non essere mai stata una forzuta, diciamo che anche il <em><strong>running</strong></em> non è mai stato il mio forte. Anche qui vorrei ricordare il <strong>deprimente episodio della corsa</strong> <strong>campestre studentesca</strong> che abbandonai rovinosamente dopo i primi trecento metri con lo stesso  fiatone che  avrebbe potuto avere un maratoneta giunto all’arrivo.<br />
Questa scarsa agilità sportiva è stata sempre la mia croce  perché, diciamo la verità, gran parte dei giochi all’aperto che hanno caratterizzato l’infanzia di un bambino cresciuto nella metà degli anni Ottanta  prevedevano un minimo di <strong>doti sportivo-agonistiche </strong>nelle quali io,  invece, scarseggiavo alla grande. Chi non ricorda giochi come <strong>“rubabandiera”</strong> o il da me temutissimo <strong>“busso”</strong> ? Quest’ultimo era il gioco nel quale ero sempre io ad essere “bussata”, e quindi a perdere, per poi dovermi sottoporre all’umiliantissimo rito della penitenza, che consisteva nella maggior parte dei casi nel posizionarsi al centro del cerchio e dare ad occhi chiusi un platonico bacio sulla guancia  alla persona che a caso ti si presentava davanti, sperando vivamente che non si trattasse dello sfigato del gruppo.<br />
Tuttavia da quando faccio pratica forense qualcosa è cambiato, e nel  mio <strong><em>curriculum</em> di non sportiva</strong> posso finalmente permettermi di dire che <strong>è  arrivato il tempo del “miglior tempo”.</strong>   (continua&#8230;)</p>
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		<title>A perfect &#8220;waking up planning&#8221;&#8230;o quasi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 21:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sveglia alle ore 7.45 per essere in studio alle 9.15…ma posso fare di meglio. Un anno e qualche mese di pratica forense devono pur esser serviti a qualcosa…a velocizzarmi nelle varie incombenze mattutine, per l’appunto. E sì, perché non c’è cosa per me più detestabile che quella di un brusco risveglio, soprattutto se si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/tepore1.jpg"title="il microclima “teporoso”" ><img title="il microclima “teporoso”" src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/tepore1.jpg" alt="il microclima “teporoso”" width="133" height="158" align="left" /></a>Sveglia alle ore 7.45 per essere in studio alle 9.15…ma posso fare di meglio.<br />
Un anno e qualche mese di pratica forense devono pur esser serviti a qualcosa…a velocizzarmi nelle varie incombenze mattutine, per l’appunto. E sì, perché non c’è cosa per me più detestabile che quella di un brusco risveglio, soprattutto se si è fatto le ore piccole, soprattutto se non riesci a schiodarti da quel <strong>microclima “teporoso”</strong> che si è venuto a creare sotto le coperte, soprattutto se sai che la giornata non sarà delle più entusiasmanti…<br />
Il tutto, ovviamente calcolato con una precisione che spacca il secondo, presuppone una buona capacità organizzativa, funzione che a quell’ora è ancora disattivata nella mia testa, e che, proprio per questo motivo, mi costringe a seguire rigorosamente il seguente <strong>“waking up planning”</strong>:<br />
- <strong>h. 7.45</strong>: suona la sveglia del cellulare;<br />
- <strong>h. 7.50</strong>: sono ancora sotto le coperte, ma giuro che tra due minuti mi alzo;<br />
- <strong>h. 7.52:</strong> magari aspetto le 7.55…in fondo tre minuti che cosa sono;<br />
- <strong>h. 8.05:</strong> accidenti…mi sono riaddormentata…ok mi alzo;<br />
- <strong>h. 8.10</strong>: papparozzo di caffellatte e cereali e relativo conteggio dei giorni che mancano alla fine del periodo di sfruttamento non retribuito…qui mano a mano che i giorni passano sono sempre più di buon umore;<br />
- <strong>h. 8.18</strong>: naturale regolarità del caffellatte con cereali, meglio del bifidus activus regularis, o come si chiama, reclamizzato dalla grande sorella;<br />
- <strong>h. 8.22</strong>: doccia e conseguente allagamento del bagno…mmmm…devo ricordarmi di far agganciare sta cavolo di tendina;<br />
- <strong>h. 8.25</strong>: asciugamento e contemporaneo lavaggio dei denti;<br />
- <strong>h. 8.28</strong>: che mi metto?<br />
- <strong>h. 8.30</strong>: che mi metto?<br />
- <strong>h. 8.33</strong>: che mi metto?<br />
- <strong>h. 8.35</strong>: guardo l’orologio…prendo i primi indumenti che trovo…ma il grigio sta bene col celestino?<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.40</strong>: trucco e parrucco;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.45</strong>: questi capelli non c’è proprio verso di farli stare nel verso giusto;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.50</strong>: voglio una piastra per i capelli nuova!;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.51</strong>: ok…mi faccio uno chignon;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.53</strong>: salgo in macchina;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.54</strong>: controllo in borsa se ho preso tutto…e come al solito c’è tutto…e allora?!? Non vorrete mica dire che sono un soggetto insicuro!?!<br />
- <strong>h.</strong> <strong>8.55</strong>: partenza…anche se sono in un ritardo mostruoso;<br />
- <strong>h.</strong> <strong>9.15 o giù di lì</strong>: varco finalmente la porta dello studio.<br />
Questo è quello che succede sistematicamente ogni mattina, eccezion fatta per quei giorni in cui occorre spostarsi per andare a fare udienza in uffici giudiziari un po’ più distanti…udienza che normalmente è fissata per le nove, generalmente viene tenuta alle dieci, e per la quale spesso tocca aspettare il proprio turno all’incirca un paio d’ore, se tutto va bene. Ecco, in questi casi la sveglia può anche essere anticipata di un&#8217;ora, un&#8217;oretta e mezza. A volte, comunque, ti può capitare, la fortuna, per non dire vera botta di cul…di fare subito e di avere poi l’intera mattinata libera. Ed è in quei giorni che pensi: “Però! Fico fare il praticante sfruttato in carriera. In fondo l’alzataccia di questa mattina è valsa a qualcosa! Ho fatto due udienze, depositato tutti gli atti, iscritto finalmente quella causa a ruolo e sono anche passata dall’ufficiale giudiziario per quelle notifiche. E le file poi…accidenti come scorrevano stamattina! Avrò aspettato mediamente solo dieci minuti in ciascun ufficio”.<br />
Poi durante il viaggio di ritorno, cullata dal dolce ondeggiare del treno sui binari (ok, ho detto “ondeggiare”, e allora? Per me anche il treno ondeggia…), ti addormenti a sasso, senti squillare il cellulare, credi sia la sveglia, e riagganci la chiamata del <em>dominus</em> che ti ha <a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/images1.jpg"title="…la nuova sveglia" ><img title="…la nuova sveglia" src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/images1.jpg" alt="…la nuova sveglia" width="124" height="102" align="left" /></a>appena chiesto: “Potresti passare anche in cancelleria civile per chiedere due copie autentiche con formula esecutiva di quella sentenza?”<br />
Ed è in quell&#8217;istante che pensi: “Ops! Credo sia arrivato il momento di apportare delle modifiche al mio collaudatissimo “waking up planning”: <strong>stasera vado a comprarmi una sveglia nuova…</strong>”</p>
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		<title>Vintage is better</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2007 13:34:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qui accanto potete ammirare Signora Borsa, ovverosia colei che da più di un anno a questa parte mi accompagna nelle mie scorribande tra studio e tribunali. Non è né un regalo di laurea o di compleanno, né un acquisto fatto appositamente in vista del praticantato…è semplicemente una cosa che al momento del bisogno (cioè quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/borsa11.JPG" title="Signora Borsa"><img align="left" width="159" src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/borsa11.JPG" alt="Signora Borsa" height="166" title="Signora Borsa" /></a>Qui accanto potete ammirare <span></span><strong>Signora Borsa</strong>, ovverosia colei che da più di un anno a questa parte mi accompagna nelle mie scorribande tra studio e tribunali. Non è né un regalo di laurea o di compleanno, né un acquisto fatto appositamente in vista del praticantato…è semplicemente una cosa che al momento del bisogno (cioè quando mi sono accorta che le borse che avevo non erano della misura standard per contenere fascicoli) ho per così dire “preso momentaneamente in prestito” da una persona che, a sua detta, non le serviva più. E chi ci ha guadagnato, è stata proprio lei, cioè, voglio dire la borsa, perché pensate un po’…è <span></span>passata direttamente dal grado di <strong>“shopping bag”</strong> a quello di <strong>“valigetta del praticante”</strong>: un salto di qualità di rilevante importanza, che sicuramente al momento dell’acquisto, vale a dire ben cinque anni fa, non si sarebbe mai aspettato.</p>
<p class="MsoNormal">Ora, però, credo si sia stancata di andar per tribunali. Già, proprio<a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/manici.JPG" title="manici Signora Borsa"><img align="right" width="133" src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/03/manici.JPG" alt="manici Signora Borsa" height="158" title="manici Signora Borsa" /></a> così…anzi, ho come la netta sensazione che sia proprio esausta di aspettare ore ed ore in angusti corridoi davanti ad aule di udienza. E ieri, poi, salendo le scale per andare in cancelleria ho avvertito i primi segni di cedimento: uno <strong>“strap”</strong> secco, come se mi avesse voluto supplicare “ti prego, non più di tre fascicoli alla volta!” Ma è stato stamattina che ho avuto la certezza di quanto <strong>Signora Borsa</strong> sia effettivamente<span> </span><strong>esausta</strong> e <strong>debilitata</strong>. Infatti, non so se riuscite a vederli, ma i suoi manici di cuoio si stanno tutti scucendo, e qui necessita urgentemente cura dal calzolaio.</p>
<p>E visto che anche i praticanti hanno un cuore, credo proprio che una volta ristabilitasi, la manderò in convalescenza dalla sua originaria proprietaria, a trastullarsi per negozi, mercati e centri commerciali. Ma che sia ben chiaro: al ritorno niente lamentele…<strong>il praticantato si finisce insieme!</strong></p>
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		<title>The first time that The Niglio went into a tribunal&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 21:48:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/cf.jpg" title="Il niglio atterrito"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/cf.miniatura.jpg" alt="Il niglio atterrito" title="Il niglio atterrito" align="left" height="94" width="132" /></a></p>
<p>All’uscita, un solo commento, il seguente:</p>
<p>&#8220;Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blu Perlingieri</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 18:19:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vorrei spendere “due parole” per un libro dalla copertina blu con una scritta bianca davanti. E’ il manuale di diritto privato, il mio. Su di esso ho trascorso gran parte delle giornate e nottate del secondo/terzo anno di università. Il suo è un blu particolare che non riesco ad associare a nessuna delle tonalità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei spendere “due parole” per un libro dalla copertina blu con una scritta bianca davanti. E’ il <strong>manuale di diritto privato</strong>, il mio.<br />
Su di esso ho trascorso gran parte delle giornate e nottate del secondo/terzo anno di università. Il suo è un blu particolare che non riesco ad associare a nessuna delle tonalità che mi vengono ora in mente. La scatola dei colori a pastello “Giotto” da 36 che avevo alle medie comprendeva tanti blu, nelle più svariate sfumature: da quello “di Prussia”, a quello “oltremare”, passando per il “blu notte”, ma nessuno di questi, pur avvicinandosi, riesce a riprodurre fedelmente la particolare <em>nuance</em> di quella copertina.<br />
E’ così che ho deciso di coniare io un nuovo colore: il <strong>“blu Perlingieri”</strong>.<br />
L’altro giorno ho comprato una t-shirt e nel tentare di descriverla al telefono ad una mia compagna di università non ho esitato a dirle: “E’ blu Perlingieri!”. Ha capito subito.<br />
E’ un libro al quale, nonostante tutto, sono molto affezionata, e che, ora che sto facendo pratica, porto in studio come una sorta di copertina di Linus rassicurante. Quando devo andare a ristudiare una particolare disciplina, che ne so, ad esempio “le modalità di formazione del contratto”, lui c’è sempre. Non devo neanche andare a consultare l’indice: è sufficiente che apra il libro in corrispondenza delle pagine che sono più scure e consumate, e lui, quasi come per magia, si apre da solo. Occorre andare a vedere in fretta quali sono i termini e le condizioni per l’usucapione abbreviata perché neanche l’avvocato se li ricorda? Non c’è alcun problema. Perlingieri è lì, sempre disponibile, che si apre proprio nella parte dedicata alle situazioni possessorie.</p>
<p>C’è da dire, però, che i rapporti tra me e questo oggetto non sono stati sempre così idilliaci. Appena lo comprai, in una nebbiosa giornata di novembre del 1998, il mio approccio con lui, fu prima olfattivo che visivo. Uscita dalla libreria non potei fare a meno di annusare l’odore di nuovo che emanavano quelle novecentosettantacinque pagine, così sottili e candide da sembrare carta velina. Qualche mese più tardi, poi, quelle pagine che inizialmente mi divertivo a “leggiucchiare”, perché tanto l’esame era ancora lontano, e a sottolineare con i colori più svariati (la memoria visiva è sempre stato il mio asso nella manica) sarebbero diventate il mio inferno.<br />
Ben cinque volte ho dovuto ripetere l’esame (e sarebbero state di meno se alla quarta non mi fossi incarognita con un assistente sbarbatello, probabilmente praticante avvocato anche lui, al quale ero dapprima riuscita ad elemosinare un misero diciotto) e tutte le volte sono ritornata a casa sbattendo il libro per terra, lasciandolo lì, solitario in un angolo, a far polvere, e ad aspettarmi umilmente che lo riprendessi dopo qualche giorno, per ricominciare di nuovo il ripasso per il successivo appello.</p>
<p>Ora, dopo rocambolesche vicende, basti pensare a quella volta in cui lo dimenticai su un sedile del pullman e, che, dovetti chiamare la sede delle autolinee per ritornarne in possesso (vorrei precisare che il mio non era un tentativo di abbandono) o a quella volta in cui ci versai accidentalmente sopra il caffellatte con dentro i biscotti mentre, facendo colazione, ripassavo la successione necessaria (bisognava pur addolcire l’argomento in qualche modo!)…ebbene, dopo tante peripezie, <strong>Mr Perlingieri</strong> se ne è andato gloriosamente in pensione, continuando, però, a darci il suo contributo ogni qualvolta gli viene richiesto.</p>
<p align="left"><a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/perl3.jpg" title="Mr Perlingieri"><img align="right" src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/perl3.miniatura.jpg" alt="Mr Perlingieri" title="Mr Perlingieri" /></a>Certo, le sue pagine non odorano più di nuovo e non sembrano più carta velina, e alcune di loro sono state attaccate con lo scotch alla rilegatura che si è quasi del tutto scucita, mentre la copertina di cartone ha ormai gli angoli tutti smussati, quasi erosi dal tempo. Tuttavia una cosa gli è rimasta da quando lo comprai, ed è quel blu acceso indefinibile che fa bella mostra di sé sulla scrivania dello studio, accanto ad anonimi volumi grigi dell’enciclopedia giuridica e ad una banalissima edizione del 2005 color verde oliva del codice civile commentato: <strong>veramente insignificanti!</strong></p>
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		<title>Il ritorno</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 15:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un quadro astratto raffigurante una natura morta, il portamatite, il blocco per gli appunti, il codice di procedura civile, il fascicolo Allegri / Comp. Gaia Ass.ni: ecco cosa mi si presenta davanti questa mattina, come tutte le mattine.Ho ricominciato l’altro ieri dopo un mese di ferie, se così si può chiamare un periodo di tempo trascorso a contemplare il cielo sperando che si rischiarasse, e già sono stanca, soprattutto di guardare fuori dalla finestra: oggi c’è un sole che a Ferragosto me lo sognavo. Diciamo che stamattina sarebbe stato bello andare al mare…e invece <strong>eccomi qui</strong>.Qualcuno dall’altra parte dello studio sta discutendo se per notificare un atto di precetto, dopo che <span></span>era già stato notificato al <em>de cuius</em>, debba essere nuovamente portato a conoscenza<span> </span>degli eredi insieme alla sentenza che lo aveva condannato, o se sia sufficiente rendere loro noto unicamente il precetto senza il relativo titolo esecutivo. Probabilmente “quel qualcuno” non si ricorda che poco più di un mese fa era stata fatta sull’argomento una ricerca accurata che purtroppo non aveva portato a nessun esito e che, proprio per questo motivo era stato chiesto se, per fugare ogni dubbio e qualsiasi perdita di tempo, si poteva andare a sentire in cancelleria…richiesta rimasta del tutto inevasa, visto che oggi se ne riparla.</p>
<p class="MsoNormal">Sento dei passi lungo il corridoio.</p>
<p>Faccio appena in tempo a ridurre ad icona il documento “memopratica”, che mi ritrovo l’ “uomo con la valigetta” alle spalle, che mi fa: “Ci sarebbe una ricerca da fare…il 477 del codice di procedura civile. Non so se hai presente. Ti potresti accertare se la sentenza deve essere rinotificata agli eredi?”<span> </span>Non riesco a fare altro che<span> </span>emettere<span> </span>un titubante “Ok” con il sorriso tipico di chi è da poco tornato dalle vacanze ed è pronto a rituffarsi nel lavoro che più gli piace: <strong>ririfare ricerche</strong>.Ometto di dire che l’argomento era già stato ampiamente trattato con esiti infruttuosi e apro il codice mostrandomi interessata alla questione. Vado inutilmente davanti alla libreria e riprendo il manuale delle esecuzioni da dove l’avevo riposto un mese prima, lo apro<span> </span>e arrivo alla parte che avevo sottolineato. Non appena sento chiudere la porta e l’avvocato scendere le scale, mi lascio cadere sulla sedia meditando: “Magari glielo potevo anche dire che il lavoro era già stato svolto. E se poi si fosse offeso per questa precisazione?<span> </span>Come al solito mi faccio i problemi anche per gli altri. Va be’ …oggi pomeriggio mentirò spudoratamente dicendo di essere stata tutta la mattinata a<span> </span>setacciare l’intera banca dati, ma di non essere arrivata ad alcuna soluzione.&#8221;</p>
<p class="MsoNormal">Il pomeriggio si rivela alquanto assonnato.</p>
<p>L’ “uomo con la valigetta” è fuori da un cliente. Cristina, la ragazza diventata avvocato da un anno e sua collaboratrice, è impegnata nella stesura di un atto urgente e si è chiusa nella sua stanza dopo averci comunicato di non doverle passare alcuna telefonata. Alessia, la segretaria che è in questo studio da più di quindici anni, è nella stanza dell’archivio che cerca affannosamente di mettere a posto pile di fascicoli negli appositi raccoglitori. <a href="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/occhiali-rossi.jpg" title="Il Niglio praticante"><img src="http://www.cheoresono.net/wp-content/uploads/2007/02/occhiali-rossi.miniatura.jpg" alt="Il Niglio praticante" title="Il Niglio praticante" align="left" height="132" width="127" /></a><br />
Io gioco con la matita mentre, guardando il quadro astratto raffigurante una natura morta, ripenso a <strong>questi dodici mesi di pratica forense…</strong></p>
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