Come tenere un corso di diritto processuale penale ricordando solo qualche rudimento e fare pure un figurone.

Il bello di essere una praticante senior è che alla fine dei due anni si è parzialmente esonerati dall’obbligo della scuola forense. Il brutto è che “meglio così, perché il lunedì c’è sempre un sacco da fare”.

E così scopri che c’è qualcosa di peggio di un’attesa di quasi quattro ore davanti all’aula di un giudice, ed è l’attesa nell’aula del giudice insieme al cliente, che l’uomo con la valigetta ti ha prontamente appioppato, perché lui deve fare altri giri e che, se non dovesse arrivare in tempo, “al limite chiedi un rinvio!”.

Le cose peggiorano se poi il cliente di cui sopra è persona offesa in un processo penale la cui udienza è la n. 19, il giudice ovviamente non è ancora arrivato, e dal ruolo vedi che in quella giornata sono concentrate almeno una decina di prove per testi, una direttissima e due consulenze tecniche. E capisci che quella sarà una mattinata molto lunga da passare.

La situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente quando il cliente, già stanco dopo la prima mezz’ora di attesa, inizia ad incalzarti con una serie di domande su “processi penali e lunghezza dei processi, sul perché e il per come il giudice ha fatto quella cosa lì, e il P.M.… ma quale è il P.M., e il cancelliere e che cosa deve fare il cancelliere, e la stenotipia e a cosa serve la stenotipia … e le udienze, e i processi penali, e ancora la lunghezza dei processi, e perché sempre tutti ‘sti rinvii, e le direttissime e i procedimenti speciali quali sono” e via dicendo, passando per tutti gli stati e gradi del procedimento.

Domande a cui tu, con una laurea in giurisprudenza, devi sempre e per forza fornire una risposta, altrimenti, “e che cavolo di futuro avvocato sarebbe lei…”.

Quindi, appurato che la conoscenza del signore in fatto di diritto processuale si fermava a quelle udienze che vanno in onda su Canale 5, intorno all’ora di pranzo, e dove il giudizio popolare si forma per mezzo di un sassolino messo in un piatto che viene tenuto da una guardia giurata che frequentava un liceo di Roma negli anni ottanta, mi sono ritrovata a sostenere un discorso snocciolandovi termini come G.I.P., G.U.P., indagini preliminari, incidente probatorio, istruzione dibattimentale, modello accusatorio e modello inquisitorio, pienamente sicura che il mio interlocutore non avrebbe avuto nulla da obiettare nel caso di eventuali imprecisioni nella mia dissertazione.

Io parlavo e lui annuiva, parlavo e annuiva, parlavo e annuiva… e la cosa era diventata quasi divertente.
Praticamente ho parlato più oggi che all’esame di procedura penale, del quale serbo un ricordo ancor più pessimo rispetto a privato, e dal cui esito ho avuto la conferma di quello che già pensavo, e cioè che non sarei mai diventata una penalista.

Fatto sta che ad un certo punto il mio apprendista giuspenalista, che nel frattempo ci aveva preso gusto, si era fissato su alcune questioni da cui voleva a tutti i costi avere una risposta, ma non una risposta generica: una risposta specifica ed esaurientemente motivata.
Ed era diventato più irritante di un bambino in piena “fase dei perché”.

Allora per accontentarlo ho, come dire… iniziato a lavorare un po’ di fantasia. Una fantasia che, a volte davvero, non ha limiti… me ne rendo conto io stessa, ora che mi sto rivedendo alcune cose dal compendio di procedura penale.

3 Comments

  1. Una volta, durante la mia dimenticabilissima e semi-fittizia pratica, mi è successo piu’ o meno lo stesso…solo che quando il dominus è tornato mi sono accorta che dietro di me c’erano 2 avvocati che se la ridevano per le cazzate che avevo detto…imbarazzante 😉

  2. @Antaress
    E tu pensa al lato positivo… hai allietato la giornata di due avvocati che forse si stavano annoiando terribilmente… E pure queste son soddisfazioni 😉

  3. Cosa nè penso? Tra un paio d’anni sarò Avvocato, e posso capire le parti offese ore e ore davanti all’ aula udienza, ma posso capire anche gli avv.ti. Non mi spingo oltre ma posso solo permettermi di dire che la macchina giudiziaria è inceppata.

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