Genialità Giuridica

C’è una praticante che ultimamente incrocio spesso per i corridoi del Tribunale. Ogni tanto mi ci fermo a scambiare qualche parola e, pur non conoscendola benissimo, è una di quelle persone nei confronti delle quali non si può fare altro che nutrire una stima incondizionata. Si vocifera, infatti, che abbia preso trenta in procedura penale.
Carla, questa collega particolarmente diligente e studiosa, sembra che sia stata allevata a pane e diritto e mastica un giuridichese che farebbe intimidire persino un giudice della Suprema Corte.
Ama in ugual misura sia la sfera civile che quella penale, ma è proprio in quest’ultima che l’ho sentita dare il meglio di sé, un giorno, mentre stavamo assistendo ad un’udienza, ed in cui ha iniziato ad espormi tutte le teorie presenti in dottrina sul nesso di causalità, sfoderandomi per ciascuna di esse le relative osservazioni critiche, e delineando pure la distinzione tra causalità attiva e causalità omissiva, visto che ci stava.

Io Carla la ammiro molto. Mi correggo: io Carla la invidio molto. E se solo riuscissi a provare per quello che faccio, almeno un decimo dell’entusiasmo che lei riesce a mettere alla vista di una semplice cross-examination, allora potrei considerarmi una persona appagata.

Carla è una praticante atipica. Non va in giro “louis-vuittonata” e l’unica cosa che le si può vedere portare sottobraccio è uno dei suoi manuali tutti sottolineati, su cui sta studiando per un dottorato di ricerca.

Insomma, senza starci a rigirare tanto intorno, per molti praticanti, anche per i più bravi, Carla è un vero e proprio genio giuridico.

Stamattina, mentre assistevamo ad un penale davanti al Giudice di Pace, Carla mi ha rivelato, tutta compiaciuta, che si è da poco abbonata ad una rivista giuridica, così tanto per tenersi informata sugli ultimi orientamenti giurisprudenziali, e che talvolta si legge un commento a qualche sentenza prima di andare a dormire.
E per un attimo ho avvertito un leggero calo di autostima.
Ma è durato poco, perché poi mi sono ricordata che, invece, a me la sera, prima di andare a dormire, quando proprio non crollo dal sonno, capita di dare una sfogliata a Vanity Fair. E non mi perdo mai la rubrica “Finché amore non vi separi”, curata dall’Avv. Zanasi.
Questo è un primo passo verso la genialità giuridica. Ne sono certa.

2 Comments

  1. Per un anno mi sono abbonata a Studium Juris. Ho ancora i 12 numeri incellophanati sullo scaffale “cose da leggere prima o poi”, se vuoi te li regalo…

  2. @Antaress
    Offerta davvero allettante.
    Nel caso in cui dovessi iniziare a soffrire d’insonnia ti chiamo… 😉

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  1. Donne con le toghe | Che ore sono? - [...] una carriera forense di sicuro successo non sempre è sufficiente essere dotati di una notevole genialità giuridica. Spesso, infatti,…

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