Giù le mani dai miei capelli!

Quando penso alla mia immagine da bambina intravedo un esserino scheletrico, pallido e occhialuto con i capelli corti, molto corti, cortissimi. Lo chiamavano il taglio “alla maschietta”, ma la verità è che la mia pettinatura era effettivamente da maschietto, tant’è che una volta capitò che mio padre recandosi dal barbiere, colse l’occasione per trascinarmi con sé, visto che era giunto il momento di dare un’accorciata a quella che comunque era già una chioma striminzita, o di tosare la pecora, a seconda dei punti di vista. E quel ricordo è rimasto indelebile nella mia mente: io seduta su una sedia girevole, con i piedi a penzoloni a un metro da terra, mentre lo sciagurato parrucchiere con mano poco decisa tagliava, cercando di dare a quell’acconciatura delle sembianze femminili…ma pur sempre barbiere era!
Fatto sta, che una volta uscita da quel posto (dove nell’attesa che arrivasse il mio turno conobbi per la prima volta, ovviamente solo guardando le figure, visto che qui si parla ancora di età prescolare, i fumetti di Tex…altro che le monotone vicende della Pink Panter o di Popeye che mi dovevo far leggere da chi era più acculturato di me…), con una pettinatura che non aveva niente a che vedere con quella di Audrey Hepburn in “Vacanze Romane”, ebbi il mio primo momento di smarrimento/disorientamento/sconvolgimento.
Stato confusionale che sfociò qualche giorno dopo con il barbaro taglio ai biondi capelli della Barbie di mia sorella, che, in quanto più grande di me, e quindi dotata di un seppur minimo potere decisionale, poteva sfoggiare uno stilosissimo caschetto. Tra l’altro sono sicura che inconsciamente ancora non abbia perdonato il mio gesto spietato contro quella bambola, della quale probabilmente ero invidiosa, perciò ne approfitto ora per chiederle pubblicamente scusa…insomma se lo avessero fatto qualche tempo dopo con i boccoli della mia “Barbie Gioielli Segreti” avrei chiesto il risarcimento dei danni morali e materiali.
quella lì non ero sicuramente io… Nel contempo a distanza di svariati anni ancora non sono riuscita a comprendere bene per quale motivo mia madre esaltasse così positivamente quel taglio di capelli che mi imponevano di portare, quando invece le altre mamme, tra trecce, treccioline, code di cavallo, codini, e tutte le altre acconciature sperimentabili sulla testa delle loro accondiscendenti figliuole, sembrava volessero fare a gara. Lei si giustificava ritenendo che, specie d’estate, i capelli dovevano essere corti, essenzialmente per motivi di praticità…la sua…sicuramente non la mia…

In ogni modo, credo di non essermi ancora ripresa da quella seduta dal barbiere, e ancora oggi quando vado dal parrucchiere vigilo con attenzione che le sue forbici non oltrepassino i due/tre max quattro centimetri che tutte le volte chiedo di tagliare, dal momento che sono fermamente convinta che il suo sogno segreto, professionalmente parlando, sia proprio quello di “testare sulla mia testa” le più moderne tendenze in fatto di acconciature. Ma siamo matti ?!? Saranno minimo sei mesi che rimugino se farmi fare la frangetta, ultimamente così tanto trendy, che quando finalmente mi deciderò sarà già passata di moda da oltre un anno. E con questo, anche se so che potevate farne a meno, credo abbiate perfettamente capito il mio pensiero sui miei capelli…

2 Comments

  1. …attendo ancora risarcimento per l’imbarbarimento della Barbie

  2. …ma quant’è simpatica e scribacchina la ragazza mia!!! Brava piccola, ma i capelli lasciamoli lunghi se possibile…ok???

Trackbacks/Pingbacks

  1. La mia psicologa. | Che ore sono? - [...] non c’è mai stata, e di quanto avesse ragione anni fa, quando nel pettinarmi e districarmi quei tre centimetri…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità

Archivi