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Di solito una delle principali speranze di qualsiasi studente, anche del più secchione, è che nel corso di un’interrogazione venga data la possibilità di parlare di un argomento a piacere. Questa speranza, poi, aumenta in maniera vertiginosa in tempo di esame di maturità.
Tuttavia a volte possono esserci delle eccezioni.
L’eccezione è il mio collega praticante. E’ stato nominato di punto in bianco (cioè… lo ha chiamato una sua conoscente, impiegata del provveditorato agli studi) membro esterno di una commissione d’esame di maturità in un istituto professionale, e ora si trova ad affrontare l’arduo compito di presenziare agli scritti, prendere parte alle correzioni e interrogare i poveri maturandi. Ora lo chiamano tutti “professore”. In questi giorni il professore ha una sola speranza: che gli alunni gli chiedano di poter parlare di un argomento a scelta. Quella della domanda a piacere non è la sua unica ossessione. L’incarico di membro esterno comporta anche il dover preparare dei quesiti di Diritto Commerciale ed Economia Politica relativi alla terza prova scritta, quella a carattere pluridisciplinare.
E indovinate un po’ chi sta tormentando…
Oggi faccio per suggerirgli qualche domanda facile facile di commerciale, tipo “i segni distintivi dell’impresa”, o,“caratteristiche della s.r.l.”, e il professore, guardandomi con aria sofferente e travagliata, l’unica cosa che riesce a fare è rispondermi flebilmente: “Ma poi io queste cose me le devo anche andare a ristudiare…uffaaaaaaa…”
Estrapolo dalle mie reminiscenze dell’esame di Economia Politica il concetto più classico dei classici della “mano invisibile” di Smith, ma dallo sguardo perplesso del professore capisco che non è il caso di andare oltre.
Alla fine il professore si mette in un angoletto a leggersi tutto il programma della sessione d’ esame, che lo terrà coinvolto fino ai primi di luglio. Sembra parli da solo e in più fa dei conti aiutandosi con le dita. Dio solo sa che cosa avrei fatto in quel momento pur di avere la possibilità di entrare in contatto con l’omino del suo cervello.
Il mistero si risolve nel giro di un quarto d’ora. Si alza di scatto dalla sedia urlandomi: “Questa davvero non ci voleva!!! Mi sa che, per colpa di questa prova scritta, sabato non potrò andare al mare…”, e si rimette seduto, continuando silenziosamente a sottolineare il programma di Economia Politica della Quinta E.
Alla fine arriva anche l’uomo con la valigetta, che si congratula con lui per il nuovo incarico.
Io rimango in disparte a guardare la scena appoggiata alla libreria, accanto alla raccolta di “Guida al Diritto” …non so se ridere o piangere…
Tags: esame-maturità · pratica-forense · praticantato · praticante4 Comments



4 responses so far ↓
che brava “professora” saresti stata!!!
[...] inizi del mese di settembre del 2007 l’Avv. Tizio incarica il praticante Caio di effettuare una ricerca avente ad oggetto un eventuale ricorso in appello avverso la sentenza di [...]
[...] pertanto, avendo terminato le ultime incombenze, credo che segretarie, dominus, sottodominus, compagno di lavoro, baristi del caffè del corso e relative commesse, signora querelante di sorella e tutti gli altri [...]
[...] bucolici mi mancheranno. Oramai mi sono affezionata alle mie verdurine. Parlo più con loro che con il collega praticante che proprio oggi è ritornato dalla correzione delle prove scritte e tutto compiaciuto mi ha [...]