Le olimpiadi secondo me

Avevo una tuta verde smeraldo con davanti la scritta Los Angeles 1984, il disegno dei cinque cerchi e la stampa della mascotte di quelle olimpiadi. Era una tuta che mia madre aveva comprato per fare ginnastica a scuola, che in classe con me, in I B, avevano in tanti, e di cui andavo particolarmente fiera, quasi come una seienne a cui oggi ne viene regalata una delle Winx.
Solo che, a casa e in quegli anni lì, finalità previdenziali imponevano l’acquisto di vestiti di qualche taglia più grande. Andai in giro con tripli risvolti a polsi e caviglie per diverso tempo e per poco quella tuta, che intanto era diventata di un vissuto color verde smeraldo sbiadito, non mi accompagnò fino a Seul 1988.
Dei giochi olimpici di Seul non ho ricordi nitidi degni di nota. Nel 1988 già non ci andavo più a danza classica e avevo iniziato con la pallavolo. Probabilmente mi sarò soffermata proprio sulla pallavolo, essendo ancora soltanto un gioco abbastanza divertente che si materializzava in tornei domenicali di minivolley in mini campi e in mini squadre da tre.
Le olimpiadi del 1992 capitarono negli stessi giorni in cui ero in uno di quei campi scuola arroccati su qualche montagna dei Sibillini, in posti sperduti dove solitamente non c’era nemmeno la corrente elettrica. La sera ci mettevamo distesi sull’erba a guardare le stelle e Barcellona in quei momenti era lontana nei miei pensieri, molto più di quanto già lo fosse in linea d’aria. Di Barcellona 1992 non ricordo praticamente niente.
E’ invece con Atlanta 1996 che ho iniziato a seguire le olimpiadi, specie la scherma, per un mezzo spirito campanilistico che all’epoca scoprii inaspettatamente di avere.
Quelle di Sydney le ho guardate che mi sembrava di pesare almeno dieci chili di meno, perché in quello stesso settembre del 2000 avevo finalmente un voto in più sul libretto dopo diverso tempo che nessuno ci metteva penna. Avevo passato Privato proprio in quel periodo, cosa che in effetti per me valeva quanto un oro in una finale olimpica.
Ad Atene 2004 ero a Londra a fare la turista felice e per qualche giorno mi persi alcune gare. Ritornata a casa, chiesi ad Ale cosa avesse fatto, in mia assenza, se era stato meglio o peggio, e di fronte a due occhi sbarrati e ad uno sguardo perso nel vuoto ebbi una sola risposta: “Olimpiadi!”, seguita da un “dai sbrighiamoci, andiamo, che tra poco inizia la maratona”.
E poi siamo arrivati alle ultime olimpiadi.
E quando due giorni fa ho visto l’arrivo di Alex Schwazer allo stadio di Pechino, io che il mio spirito di sportiva si manifesta essenzialmente nel considerare un vero affare l’acquisto di un paio di Adidas di fine serie a soli quarantasette euro, ho pensato che è proprio quella l’immagine che mi voglio portare dietro di questi giochi olimpici: l’espressione soddisfatta sul volto di un marciatore mista a gioia e sofferenza, e che trasuda parecchia speranza. Direi un’immagine quasi necessaria, in questo periodo di pochi traguardi e di svariate partenze non si sa bene per dove.
Oggi le olimpiadi sono finite e dopo due settimane in cui il tempo è stato insolitamente cadenzato da gare, le giornate sono state scandite da fusi orari sballati in maniera a dir poco surreale, un po’ come se a Pechino ci si potesse stare veramente, e in casa e in auto commentatori e tg olimpici hanno fatto da sottofondo, si ricomincia e si ritorna ad una quasi normalità.
Si ricomincia qualcosa che non si ha ancora del tutto chiaro cosa sia e come dovrà essere.
A passo di marcia e arrancando qua e là, ma si ricomincia.

2 Comments

  1. Piccolo commento leggermento off topic originato dal tuo riferimento al manuale di privato….ultimamente sono andata a riprendere il mio mitico Torrente-Schlesinger dell’università: blu anche lui, sarà caratteristica dei manuali di privato? forse dovrebbe rasserenare i poveri giovincelli che ci passano su i mesi?? cromoterapia editoriale? ^__^
    Bentornata e buona vita, qualunque strada tu scelga.

  2. Grazie Antaress…
    In effetti il blu abbinato alla copertina di un manuale di privato può avere un qualche effetto rasserenante… solo per poco, ma ce l’ha…;)

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