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Era mia nonna che mi parlava della luna. Nelle sere d’estate mi metteva seduta sul davanzale della finestra di cucina, allungava l’indice in alto e me la indicava.
“Eccola lassù, la vedi? Quella lì, proprio quella… è la luna.”
La voce morbida di nonna che mi mostra la luna è uno dei miei primissimi ricordi verbali d’infanzia. A volte per guardarla meglio mi portava direttamente in giardino, ed erano lune silenziose e tranquillizzanti, profumate di magnolia e rosa. E di basilico, che quello c’è sempre stato, in tutte le case in cui ho abitato.
Anche stasera c’è una luna che sa di basilico, però è un odore misto a terra bagnata. Pioveva da una decina di giorni qua e oggi pare quasi essere una notte di inizio estate, ma l’aria è ancora umida, e io qui sul terrazzino della mia stanza, coi gomiti appoggiati alla ringhiera e il naso in su sto provando ad osservare una luna brillare in un cielo scuro scuro e in parte coperto.
Non è esattamente una notte di luna piena. Quella che si riesce a vedere è solo un primo quarto, o forse quasi una luna a metà, dall’aria incerta, ma solo in apparenza. Troppe volte l’ho vista una luna così, poco visibile, tuttavia bella e perfetta e altezzosa, che sembra sia proprio lei a scrutarti minuziosamente di nascosto dall’alto in basso, e a farti sentire piccola e goffa.
Beh, certo che, con indosso un pigiama con una fantasia di mele azzurre e ai piedi delle ciabattone di spugna, penso sia più che normale sentirsi minimamente goffe.
Comunque, dicevo, c’è una luna stasera che ha in sé qualcosa di spettacolare, e mi domando se lune così riuscirò a vederle anche altrove e se, sempre altrove, ci saranno un davanzale sul quale appoggiarsi la sera e una piantina di basilico vicino a cui ammirarle. Soprattutto mi chiedo se riuscirò ancora a sorprendermi davanti a spettacoli come questo.
Ma la luna è così bella ora, e non voglio disturbarla con dilemmi esistenziali così rilevanti.
Accosto le persiane ed eccola entrare in camera, quasi di soppiatto.
E’ una luna a striscioline, che va a posarsi sulle pieghe del cuscino, sul comodino e poi fino alla porta e ancora fin sulle ante dell’armadio, per fermarsi immobile e quieta in un angolo del soffitto.
Mi fermo a fissarla da sotto le lenzuola.
Sorrido, ad occhi chiusi abbozzo un sorriso.
E’ probabile che una mezza risposta io l’abbia già trovata.
Tags: estate · luna · notte · trasferimenti · traslochi4 Comments



4 responses so far ↓
Bentornata…e adesso magari non sparire di nuovo!!;)
Ciao Antaress… ok… ok… ci proverò
Piccola mia non ti preoccupare…a Roma c’è una LUNA bellissima…ma io aspetto il tuo SOLE…bacio pescarese mediterraneo…
Bene bene… allora non mi resta che procurarmi una piantina di basilico da viaggio… (‘notte e buona fine dei giochi del mediterraneo… come hai potuto vedere prima sono preparatissima sull’argomento…
)