Beni immateriali di prima necessità

Mi guardo intorno, cerco delle vie di fuga e vedo che non ce ne sono da nessuna parte.
Non sono in grado di trovarle.
Tutto il giorno mantengo alta la soglia di attenzione, provo a non abbassare la guardia, ma ancora non riesco a scoprire dove potrebbero nascondersi.
Allora compilo la lista delle cose da portare con me, che mi potrebbero tornare utili nel caso in cui riuscissi a trovare almeno una via di fuga. Si tratta per lo più di beni di prima necessità, cose che vorrei già da ora, prima di mettere in pratica qualsiasi piano di evasione.

Ad esempio vorrei non dovermi perdere sempre in giustificazioni inutili. Vorrei imparare a non accontentarmi, almeno per stavolta. Vorrei dei buoni tappi per le orecchie e all’occorrenza riuscire a portarli con disinvoltura. Vorrei ritornare a fissare la luna con gli stessi occhi incantati di quando la osservavo da bambina. Vorrei provare per almeno tre giorni a settimana a non sentirmi in torto. Vorrei essere lasciata libera di sognare in pace. Vorrei ingenuamente che non esistessero i periodacci. I periodacci, quelli che vanno e vengono, non dovrebbero esserci né per me, né per chi sento vicino e a cui voglio davvero bene. Vorrei trovare il coraggio di fare almeno un paio di cose. Vorrei imparare a dire “ecchissenefrega!” ed essere capace di pronunciarlo senza provare il minimo senso di colpa. Vorrei fregarmene altamente anche dei sensi di colpa. Vorrei capire quando è il caso di lasciarsi scivolare gli eventi addosso e quando no. Vorrei riuscire a fare cose sconsiderate, ma sempre con giudizio.

Ma più di ogni altra cosa vorrei un abbraccio. Un abbraccio stretto stretto, che mi faccia smettere di scrivere liste idiote come queste. Un abbraccio che mi culli un po’ e nel quale addormentarmi senza pensieri. Adesso.

2 Comments

  1. piccola mia, lo so che è se ti senti così è tutta colpa mia e del compagno di vita che non riesco ad essere…purtroppo questa mia condizione di salute mi sta togliendo ogni forza e ogni slancio positivo…ma nel pensare alla mia inquietudine egosticamente non mi accorgo della tua e di quanto forse avresti bisogno di me e di un abbraccio che queste mie braccia avvilite ora non riescono a darti…ti voglio bene anima grande…e non voglio perderti…perdonami…

  2. @Pape
    Ale, ma io non mi sento inquieta. Magari a volte posso dare quest’impressione, ma non mi ci sento, davvero. Forse posso sembrare un po’ pensierosa, ma sono solo dei momenti passeggeri. In quei casi scrivere post come questi mi fa sentire meglio, molto ma molto più leggera. Anche io ti voglio bene, solo vorrei che riuscissi a stare più calmo. Non devi essere preoccupato. La tua è una cosa risolvibile, lo sai. Vedrai che si sistemerà tutto.

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