Blu Perlingieri

Vorrei spendere “due parole” per un libro dalla copertina blu con una scritta bianca davanti. E’ il manuale di diritto privato, il mio.
Su di esso ho trascorso gran parte delle giornate e nottate del secondo/terzo anno di università. Il suo è un blu particolare che non riesco ad associare a nessuna delle tonalità che mi vengono ora in mente. La scatola dei colori a pastello “Giotto” da 36 che avevo alle medie comprendeva tanti blu, nelle più svariate sfumature: da quello “di Prussia”, a quello “oltremare”, passando per il “blu notte”, ma nessuno di questi, pur avvicinandosi, riesce a riprodurre fedelmente la particolare nuance di quella copertina.
E’ così che ho deciso di coniare io un nuovo colore: il “blu Perlingieri”.
L’altro giorno ho comprato una t-shirt e nel tentare di descriverla al telefono ad una mia compagna di università non ho esitato a dirle: “E’ blu Perlingieri!”. Ha capito subito.
E’ un libro al quale, nonostante tutto, sono molto affezionata, e che, ora che sto facendo pratica, porto in studio come una sorta di copertina di Linus rassicurante. Quando devo andare a ristudiare una particolare disciplina, che ne so, ad esempio “le modalità di formazione del contratto”, lui c’è sempre. Non devo neanche andare a consultare l’indice: è sufficiente che apra il libro in corrispondenza delle pagine che sono più scure e consumate, e lui, quasi come per magia, si apre da solo. Occorre andare a vedere in fretta quali sono i termini e le condizioni per l’usucapione abbreviata perché neanche l’avvocato se li ricorda? Non c’è alcun problema. Perlingieri è lì, sempre disponibile, che si apre proprio nella parte dedicata alle situazioni possessorie.

C’è da dire, però, che i rapporti tra me e questo oggetto non sono stati sempre così idilliaci. Appena lo comprai, in una nebbiosa giornata di novembre del 1998, il mio approccio con lui, fu prima olfattivo che visivo. Uscita dalla libreria non potei fare a meno di annusare l’odore di nuovo che emanavano quelle novecentosettantacinque pagine, così sottili e candide da sembrare carta velina. Qualche mese più tardi, poi, quelle pagine che inizialmente mi divertivo a “leggiucchiare”, perché tanto l’esame era ancora lontano, e a sottolineare con i colori più svariati (la memoria visiva è sempre stato il mio asso nella manica) sarebbero diventate il mio inferno.
Ben cinque volte ho dovuto ripetere l’esame (e sarebbero state di meno se alla quarta non mi fossi incarognita con un assistente sbarbatello, probabilmente praticante avvocato anche lui, al quale ero dapprima riuscita ad elemosinare un misero diciotto) e tutte le volte sono ritornata a casa sbattendo il libro per terra, lasciandolo lì, solitario in un angolo, a far polvere, e ad aspettarmi umilmente che lo riprendessi dopo qualche giorno, per ricominciare di nuovo il ripasso per il successivo appello.

Ora, dopo rocambolesche vicende, basti pensare a quella volta in cui lo dimenticai su un sedile del pullman e, che, dovetti chiamare la sede delle autolinee per ritornarne in possesso (vorrei precisare che il mio non era un tentativo di abbandono) o a quella volta in cui ci versai accidentalmente sopra il caffellatte con dentro i biscotti mentre, facendo colazione, ripassavo la successione necessaria (bisognava pur addolcire l’argomento in qualche modo!)…ebbene, dopo tante peripezie, Mr Perlingieri se ne è andato gloriosamente in pensione, continuando, però, a darci il suo contributo ogni qualvolta gli viene richiesto.

Mr PerlingieriCerto, le sue pagine non odorano più di nuovo e non sembrano più carta velina, e alcune di loro sono state attaccate con lo scotch alla rilegatura che si è quasi del tutto scucita, mentre la copertina di cartone ha ormai gli angoli tutti smussati, quasi erosi dal tempo. Tuttavia una cosa gli è rimasta da quando lo comprai, ed è quel blu acceso indefinibile che fa bella mostra di sé sulla scrivania dello studio, accanto ad anonimi volumi grigi dell’enciclopedia giuridica e ad una banalissima edizione del 2005 color verde oliva del codice civile commentato: veramente insignificanti!

1 Comment

  1. …anche io quel blu non me lo dimenticherò mai…ma diciamo che non è esattamente il mio colore/libro preferito…

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