Cosa ho imparato oggi a scuola forense…

Oggi ultimo giorno di scuola forense: ci si rivede tutti quanti a settembre. Aleggiava nell’aula un’aria mista a spensieratezza, per coloro che la scuola forense la odiano, e malinconia, per quei pochi che riescono a trovare nel rito della lezione di inizio settimana qualcosa di utile. Sembrava quasi un ultimo giorno di scuola vero e proprio, con l’unica differenza che qui non si aspettano con trepidazione risultati di scrutini, non ci si domanda se quel cinque può essere diventato un sei o, come ho sentito dire da una mia cugina, teen-ager in seconda superiore:“Chissà se avrò ancora il debito in matematica…”. Eppure oggi, oltre a “responsabilità oggettiva”, si è finito immancabilmente col parlare anche di voti. Già, perché è uscito proprio in questi giorni l’elenco dei candidati ammessi alle prove orali che, quindi, hanno passato le prove scritte dell’esame di abilitazione alla professione forense dello scorso dicembre. L’avvocato che da ormai vari lunedì tiene lezione, e che sembra quasi essersi affezionato alle nostre facce, nel congedarsi, ha espresso il suo rammarico per quanti purtroppo non hanno passato gli scritti, e si è poi complimentato con tutti coloro che agli orali invece ci andranno, dando dritte precise per tenere lontana l’agitazione nel momento in cui ci si troverà di fronte alla commissione al completo. Ed ha poi aggiunto un ulteriore consiglio, un insegnamento prettamente morale, che di deontologico ha ben poco…

Quando un giorno sarete diventati avvocati, ricordate che siete stati anche voi praticanti. Ricordate le vostre lamentele su come venivate trattati in studio. Ho sentito più volte dire cose del tipo “mi sfruttano, mi utilizzano per fare le fotocopie, rispondere al telefono, fare mera attività di segreteria e il dominus non mi fa mai presenziare quando arrivano i clienti”. Capita di vedere in Tribunale avvocati giovincelli un po’ troppo altezzosi e superbi, che si dimenticano subito dei lori primi passi da principiante. Ecco… questo non deve accadere!

Sono seguiti cinque minuti ininterrotti di applausi scroscianti…

3 Comments

  1. MissNiglio, la cosa davvero brutta è che ce lo si dimentica in tutta fretta. Di più, si comincia a dire “Come l’ho passato io devono subirlo anche loro”. Una spiralle di odio.

  2. ma la mia niglietta quando sarò dominus si ricorderà sicuramente del suo status di praticante legale e darà una svolta a tutto…altrimenti non la sposo più!!!

  3. @Duchesne
    A pensarci meglio tutto questo mi fa un po’ paura…

    @inpuntadipenna
    Dunque…questo tuo commento mi pone due domande:
    1)Come facevi a sapere del mio progettino dello “studio accoglienza praticanti smarriti”?
    2)Ma non parlavamo di DICO o qualcosa del genere?

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