Il mare a fine agosto

L’odore di crema solare all’estratto di carota ieri si confondeva al sapore di un’uva zuccherina e matura. Quando al mare inizio a portarmi l’uva è segno che l’estate è implacabilmente agli sgoccioli.
Però, come si stava bene ieri al mare…
E’ più silenzioso e pacato, il mare a fine agosto. Quasi un mare timido che, anche se tira vento, non dà mai quell’idea di essere accigliato.

Per una mezz’oretta intorno alle cinque, me ne sono stata seduta sul lettino, le braccia intorno alle ginocchia, ad ascoltare il rumore del mare, ieri parecchio agitato, e ogni tanto mi voltavo di scatto per controllare. Temevo che questo mare di fine agosto di punto in bianco scomparisse, di non vederlo più. E invece è stato sempre lì tutto il pomeriggio e fino a sera. E quando me ne sono andata via mi ha assicurato che ci sarà ancora per questa fine estate e per tutte le prossime estati. E allora mi sono sentita più sollevata. Che il mare ci sarà tutte le volte che voglio è una certezza che sentivo di dover avere ad ogni costo.

Ad un certo punto, saranno state le sei e trenta, si è alzato il vento. Mi sono avvolta alla buona in un pareo azzurro con una fantasia di fiori bianchi e sono rimasta zitta a scrutare l’orizzonte. Mi sono ricordata degli agosti passati, di quando al mare gli facevo puntualmente sempre qualche richiesta. Era un rituale che si ripeteva con regolarità ogni anno, che mi dava sicurezza, anche se sapevo che non serviva a niente. Ogni volta succedeva che guardando lontano lontano, alcune cose sembrassero comunque vicine, a portata di mano. Come se stessi lì per afferrarle, che ci riuscissi quasi, ma poi, ecco un’ondata e via, quelle stesse cose finivo sempre col vederle dissolversi, duravano soltanto lo spazio tra un’onda e l’altra. Ma avevo imparato che il mare era fatto così, che ti dà tanto, ma non tutto quello che si vorrebbe avere, e allora mi mettevo il cuore in pace.

Alle mille domande che ieri ho fatto al mare so benissimo che nemmeno lui riuscirà a trovare una risposta. Però in quel momento, mentre ero avvolta dentro al pareo azzurro con fantasia di fiori bianchi, e immagazzinavo sensazioni e ricordi e un po’ di sole per quando ci sarà meno sole, ho iniziato a pensare vagamente all’autunno, senza fare programmi di alcun tipo, ho semplicemente immaginato un mese di ottobre qualsiasi, nella sua forma più consueta, e cioè foglie che cadono, giornate più corte e cieli confusamente nuvolosi.

E io non lo sapevo che il mare di fine agosto qualche risposta riesce pure a dartela, in un modo tutto suo, ma qualcosa ci prova a fartela capire. Ti fa sembrare le cose più facili. E ieri è stato facile pensare all’autunno. Mi piace considerarla una risposta alle domande rimaste inevase che gli avevo fatto in tutti questi anni. Ho osservato il mare e per la prima volta dopo parecchio tempo non ho avuto paura dell’autunno. Cioè, per la verità un po’ di paura ce l’ho avuta, ma molta di meno rispetto agli anni passati.
Ripensare al mare di fine agosto, come ad uno di quei pensieri lontani che si prova a sentire vicini, e cercare di non avere paura. Credo sia il modo migliore per dare inizio anche a questa fine estate.

6 Comments

  1. Buon autunno, allora ^_^

  2. @Antaress
    Grazie!!!

  3. Carino e introspettivo.
    Gradevole.
    Buon rientro dalle ferie allora e in bocca al lupo per le tue preoccupazioni.
    A.

  4. @ArMyZ
    Grazie davvero… troppo gentile…
    Fortunatamente non sono grandi preoccupazioni, le mie, ma in ogni caso ricevere un in bocca al lupo non fa mai male, quindi che crepi il lupo!

  5. M che fine hai fatto?tutto bene?mi mancano i tuoi post!!io ho quasi finito la pratica, l’esame di dicembre si avvicina lento e inesorabile e io non so nemmeno da che parte iniziare…un abbraccio forte,mille auguri per tutto

  6. Ciao Kiara, va tutto bene… è che quella che doveva essere solo una breve pausa dal blog si è poi prolungata un po’ troppo.
    Ma credo che tra poco tornerò… questo posto inizia a mancarmi.
    Coraggio per l’esame… lo dico a te… e sto iniziando a dirlo anche a me…

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