L’Esame.

Ultimamente sono stata un po’ assente dalla blogosfera, ma avevo da fare. Avevo l’Esame. Non un esame qualsiasi. Avevo l’esame di abilitazione alla professione forense. Aspettate un attimo che rileggo. Dunque… esame di abiiillitaaaziooone alla profeeessione foooorense. Sì, ho scritto bene. E’ che ancora non mi sembra vero che per il momento sia finito tutto. Però, ora non fate pure voi che mi chiedete come è andata, che tanto non saprei proprio cosa rispondervi. Spero vi accontentiate di un “è andata! l’importante è che sia andata”.

Nel contempo, la blogosfera, pur essendovi stata lontana, mi ha fatto sentire meno sola: nella mia stessa situazione ci saranno stati anche quegli internauti che, tra domenica e lunedì scorso, sono incappati in queste pagine digitando le seguenti chiavi di ricerca, e ai quali (siccome non è mai troppo tardi e potrebbe sempre tornare utile per il prossimo anno a chi si cimenterà per la prima volta in questa prova) cercherò adesso di dare una risposta…

argomenti avvocato 2007: beh, se avessi avuto il dono della preveggenza, sicuramente non sarei stata tutto quel tempo sopra i libri. Comunque di diritto civile si vociferava “revisione assegno di divorzio”, qualcosa sul “condominio”, mentre di penale uno degli argomenti papabili doveva essere “differenza tra truffa aggravata e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”… tutti argomenti che ovviamente non sono usciti, se non in maniera molto indiretta.

cose da portare con sé all’esame di avvocato: allora, io ho portato il trolley con dentro i codici annotati (quello del formato bagaglio a mano va più che bene, anche se ho visto alcuni con valigie che sembrava dovessero partire per una spedizione in Antartide) e in più la borsa contenente quello che doveva essere il pranzo o la merenda, o forse la cena… e a questo aggiungete un numero imprecisato di Pocket Coffee.

quale penna portare all’esame avvocato: per me due Bic nere e una matita con cui sottolineare sono state più che sufficienti, ma c’è stato anche chi ha portato un intero armamentario da scrittura.

Vorrei, comunque, precisare che io non biasimo le persone che sono venute a farmi visita digitando queste domande, anzi le capisco. Sono praticanti come me, e solo chi si è trovato in questa situazione può comprendere fino in fondo cosa significa trascorrere quelli che potrei definire tre giorni di ordinaria follia (per non parlare di quelli che li precedono che sono anche peggio). Già, tre giorni… 11-12-13… 11-12-13… 11-12-13… Erano due mesi che mi ripetevo e ripetevo agli altri 11-12-13… 11-12-13…così, non si sa mai, tanto per non dimenticarmi che l’11 il 12 e il 13 avrei avuto l’Esame. La gente mi chiedeva “Quand’è che hai l’esame?!?” E io a ripetere spedita “11-12 e 13 dicembre”. E loro a rispondere “Ma come tre giorni?!?” E io “Sì, tre giorni, l’11 il 12 e il 13, per uno scritto al giorno, della durata di sette ore, che poi tra la dettatura e tutto il resto si può arrivare a dieci ore e oltre”. E dall’altra parte con la solita faccia sbalordita “Ma come sette ore? Ma cosa avrete da scrivere così tanto?!?”. E io lì a tentare di spiegare il fatto dei due pareri e dell’atto giudiziario. Figuriamoci poi la faccia che la stessa gente mi faceva quando dicevo che i risultati si sarebbero saputi dopo sei mesi. Beh… immaginatela, e in più aggiungete l’espressione sgomenta alla notizia che si debbono portare sei materie all’orale e che, se si viene bocciati, bisogna ricominciare tutta la trafila.
Non state immaginando? Ma cos’è questo silenzio?!? Ah… capisco, siete rimasti senza parole. Bene. Riprendetevi, perché ora tenterò di descrivere a grandi linee quello che passano oggi i presunti avvocati del domani all’esame di abilitazione alla professione forense, con alcuni frammenti direttamente da quella che ho sentito argutamente definire “full immersion nel diritto” e che ora, a distanza di qualche giorno, stanno gradualmente ritornando a galla…

– L’atmosfera surreale che si respirava ogni mattina in attesa davanti ai cancelli del padiglione delle fiere, situato proprio vicino al porto. Più che aspettare per entrare in un’aula d’esame, noi praticanti con trolley al seguito, sembravamo in partenza per una crociera. A fugare ogni dubbio su cosa ci accingevamo a fare erano comunque sufficienti le espressioni sui nostri volti.

– Il fatto di entrare quasi all’alba e di uscire quando ormai era notte da almeno un paio d’ore, e la sensazione, alla fine di tutto, che non fossero passati tre giorni, ma una mega giornata di 72 ore.

– Le perquisizioni effettuate dentro ai suddetti trolley prima di entrare in aula…perquisizioni che hanno portato anche a qualche sequestro di panino dall’incarto sospetto.

– Quando una voce al microfono ha detto che era permesso andare in bagno solo dopo due ore dalla dettatura delle tracce, salvo casi di notevole ed evidente urgenza, mi sono chiesta cosa si dovesse intendere per “evidente”. E ancora me lo sto chiedendo.

– E’ appurato: è possibile redigere un parere su un tavolino da pic-nic.

Avere quasi voglia di piangere al momento della dettatura del parere sulle successioni e tirare poi un sospiro di sollievo al sentir parlare di Tizio che vende a Caio un appartamento…

– Il pianto della bimba allattata da una delle candidate, che si sentiva provenire da dietro uno dei paraventi in legno, unico segno di vivacità in un momento in cui ci si era arenati sul “se considerare l’ipotesi della truffa, anziché quella del furto aggravato”.

Il formarsi di diverse correnti di pensiero: la dottrina maggioritaria nei bagni di destra e quelle minoritaria nei bagni di sinistra.

Le amicizie a termine sono una bella cosa: durano 72 ore e non impegnano.

C’era gente con i tappi nelle orecchie. Non sto scherzando.

C’era pure gente che è stata due ore ad arrovellarsi se nella comparsa di risposta fosse obbligatorio mettere il codice fiscale delle parti in causa, indice dell’ effettiva, assidua e diligente pratica forense che queste persone hanno svolto.

Il ragazzo che nel parere di penale ha scritto dodici colonne e che ha detto di avere il cuore da penalista e la mente da civilista. Io non so nemmeno se ce l’ho più una mente e un cuore…

Un signore, che nel rileggere l’elaborato al momento della consegna, ha esclamato, tutto compiaciuto: “Bene, vedo che ogni anno, man mano che li faccio questi pareri, miglioro sempre di più e scrivo anche meglio… cioè, è sicuro che non lo passo nemmeno quest’anno, ma anche queste son soddisfazioni!”, segno tangibile che c’è speranza per tutti.

Già, c’è speranza per tutti. E, detto tra noi, un pochino sto sperando anche io.

************************

Questo post è già lungo di per sé, ma non potevo terminare prima di aver ringraziato chi, tra amici, conoscenti, persone che non vedevo ormai da tempo, si è ricordato dell’Esame e con semplici parole, un sms, un saluto veloce al telefono, ha fatto sentire la sua presenza, la scorsa settimana, quando ero nel pallone più totale. Grazie a tutti, uno per uno. Non lo dimenticherò. Grazie a mia sorella che lunedì, alla vista del bagaglio che avevo preparato per trascorrere cinque giorni nella città dorica, e saggiatone il peso, si è offerta di darmi un passaggio. Infine grazie ad Ale che per tutto questo tempo ha sopportato un Niglio sotto stress, cosa indubbiamente non facile.

4 Comments

  1. Grazie tesoro…comunque, un giorno scriverò un post su come passano la notte prima delle esame i ragazzi delle praticanti aspiranti avvocato… 😉

  2. @Pape
    Sì…dai scrivilo…e mettici pure quando all’una di notte mi sono messa silenziosamente a girare per casa e in maniera del tutto involontaria ho svegliato pure te che dormivi tutto beato… ma che tenero che eri, con quel russare così dolce poi… fortuna che le due notti successive ho dormito come un sasso…

  3. Penso che a quel post contribuirebbe anche il mio ragazzo…però sono carini, no? 😉

  4. @Antaress
    Potrebbero fondare il club “ragazzi delle praticanti sotto esame”. Così… tanto per scambiarsi qualche idea, suggerimenti…

Trackbacks/Pingbacks

  1. Avvocatesse Disperate | Che ore sono? - [...] l’Esame l’ha fatto cinque volte. A quanto pare voleva a tutti i costi diventare avvocato, e più di una…
  2. Praticante in attesa di giudizio | Che ore sono? - [...] praticante in attesa di giudizio ha sostenuto l’esame oramai da un po’ di tempo. In realtà sono trascorsi solo…
  3. Forse, domani. | Che ore sono? - [...] poche ore. Sono sei mesi che mi chiedo come sarei stata la sera prima di sapere l’esito di quest’esame…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità

Archivi