Ieri pomeriggio mentre ero in attesa dal dentista, accanto a me un bambino, tutto intento ad armeggiare dei pennarelli Carioca, raffigurava su un album Fabriano il suo autoritratto: una faccia tonda tonda e all’interno due mezzelune azzurre (gli occhi sorridenti) e un semicerchio rosa carminio (la bocca spalancata). A lavoro ultimato aveva aggiunto anche una nuvoletta con la scritta aaaaaaaaaaahhhhhhh!!!!!!!!.
Quello scarabocchio sarebbe poi stato incorniciato e appeso insieme a decine di altri scarabocchi in una parete della sala dentistica, di fronte alla poltrona, da contemplare, che so, mentre vengono prese le impronte, ad esempio, che in effetti in quei due minuti in cui si deve stare immobili vicino all’assistente, ci si sente sempre piuttosto in imbarazzo, non si sa mai che fare o dove guardare.

Osservando bene quei disegni, si può notare quello di Nicoletta, anni sette e mezzo, autoritrattasi con un sorriso perfetto ma anche con scettro, corona e fascia da miss, e poi un altro non propriamente un capolavoro di disegno, però con dedica alla bravissimissima dottoressa Alessandra!!!!!! da Fabio.
Eccessiva, nonché precoce, considerazione di sé e spiccate doti comunicativo-relazionali. Son sempre tante e più svariate le persone da cui posso imparare qualcosa in più.

In sostanza l’intento della dottoressa Alessandra, abituata giornalmente ad avere a che fare anche con apparecchietti ortodontici fissi e denti da latte decidui, è all’incirca “premiare i bambini più coraggiosi e che non fanno storie quando devono sedersi sulla sua poltrona, mettendo in bella mostra i loro disegni”. L’ho trovata una genialata. Lo stratagemma, nella sua semplicità, pare funzionare. I piccoli pazienti vedono il tutto come un gioco, sono soddisfatti nel vedere affissa la loro opera d’arte, e spesso danno l’impressione di essere meno riluttanti a far controllare la loro dentatura. Me lo ha rivelato ieri la dottoressa Alessandra mentre scrutava con occhio clinico l’impasto cementificato delle mie impronte.
Al che dopo ha aggiunto: “Ora facciamo anche un’ortopantomografia e poi vediamo se sarà il caso di estrarlo, quest’ultimo dente del giudizio. Non è ancora spuntato, ma sembra stia crescendo per orizzontale, inclinato. In ogni caso basterà fare un’incisione di nemmeno mezzo centimetro, un tagliettino, sì… insomma, andare un po’ a scarnificare la gengiva, e con due massimo tre punti di sutura te la puoi cav… Simo’… Simoooona… su, cos’è quella faccia…”

Avrei voluto autoscattarmi una foto col telefonino da aggiungere ai ritratti appesi davanti a me. Mi avrebbe quantomeno fatto sentire una paziente abbastanza realizzata.