Perfettamente incostante

Ora che sono spesso a casa, almeno una volta al giorno mi dedico ad un’attività che, da diverso tempo a questa parte, mi procura una notevole soddisfazione personale: fare un po’ di sana e costruttiva autocritica. E’ un esercizio che di solito compio a metà pomeriggio, dopo aver preso un caffè preparato con una moka da due che verso tutto in un’unica tazzina più grande delle altre, e prima di bofonchiare, alla vista del compendio di tributario, che anche oggi non sì è concluso praticamente niente.
Il risultato di tutta questa autocritica è che “sì, in affetti non sono mai stata tanto indolente e pigra quanto in queste giornate”. E non mi piaccio quando sono così. Non mi piaccio affatto. Nel senso che essere indolente e pigra non corrisponde per niente all’immagine che vorrei avere di me stessa. Ma anche guardandomi allo specchio finisco irrimediabilmente col trovarmi davanti a qualcosa di indolente e pigro. Prendiamo i capelli, ad esempio. Ho questo taglio scalato da tempo immemorabile. Due mesi fa li ho fatti spuntare un po’ più del solito e mi è sembrato di aver fatto un passo da gigante. Un passo da gigante di soli cinque centimetri, per l’esattezza. Quando un giorno mi vedrete postare una foto di me con i capelli almeno ad altezza delle spalle sarà segno che qualcosa è inesorabilmente cambiato.
Da alcune mattine tutta questa indolenza va a scontrarsi con una betoniera in funzione proprio sotto la finestra della mia camera. Puntualmente, tra le sei e trenta e le sette, vengo svegliata dal fragore di questo attrezzo, che dovrebbe servire alla costruzione di una palazzina a pochi metri da casa. Ogni volta, appena sveglia, mi rigiro tra le lenzuola, metto la testa sotto al cuscino e provo a riprendere sonno, ma succede sempre che dopo dieci minuti sia costretta ad alzarmi. Per tutta la giornata i muratori lavorano a pieno ritmo, li vedo prendere misure con quei metri snodati in legno, segnare righe su mattoni con matitoni rossi, trasportare pesanti sacchi di cemento e spostarsi agili da un ponteggio all’altro. Se non fosse per il rumore della betoniera e di qualche esclamazione approssimativamente del seguente tenore “oooh, insomma, quelle lì, da tre centimetri e mezzo le devi fa’!”, direi che sono dei muratori parecchio silenziosi. Non fanno una mossa, stanno chini su quelle assi e fin quando non hanno finito di innalzare il muro che devono innalzare non si schiodano dalle impalcature.
Li osservo e penso che ultimamente sono così incostante in quello che faccio, che da loro avrei solo da imparare.
Incostante, ecco come sono, incostante in ogni cosa che faccio. Però lo sono in una maniera, direi, quasi perfetta, e credo sia la prima volta che rasento la perfezione in qualcosa di cui io sono l’unica responsabile. In tutta questa indolenza e pigrizia, ho raggiunto senza il minimo sforzo, un primato personale di cui potrei anche iniziare a compiacermi. Ho deciso che voglio permettermi il lusso di continuare ad essere smisuratamente incostante ancora per un po’. Solo ancora per un po’.

2 Comments

  1. Di che CDA sei? Da noi (Milano) pare che i risultati escano oggi o domani…serpeggia il panico 😉
    In bocca al lupo!

  2. CDA di Ancona. Qua i risultati dovrebbero uscire non prima del 20, o almeno così hanno detto in corte d’appello. Ancora più di una settimana di quest’attesa forzata…
    Crepi, e in bocca al lupo anche a te Antaress!

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