Pratica agreste…

29-06-07_1453.jpgConcordo pienamente con quanto diceva il povero Nanini, insegnante precario in una Vigevano in pieno boom economico, al maestro Mombelli: “Ma non sarebbe meglio vivere in un mondo più tranquillo… primitivamente… agrestemente…”.
Io la vita agreste la sto giusto sperimentando in questi giorni. I miei, temendo l’ondata di caldo torrido, se ne sono andati in vacanza, lasciandomi qua ad occuparmi del loro orticello. Occuparsi dell’orto nel mio caso, che sono una principiante in tema di tecniche agrarie, significa essenzialmente evitare di far seccare le piante. Pertanto, la sera sul calar del sole, appena ritornata da studio, smessa la divisa da praticante ed infilati dei vecchi pantaloni e una t-shirt sbrindellata, mi devo cimentare nel rito dell’innaffiamento.
Ammetto che i primi giorni la cosa era davvero seccante: sporcarsi inevitabilmente di terra bagnata e schivare insetti non è quello che di solito ci si aspetta alla fine di una giornata passata per tribunali e poi in studio. Ma devo dire che ora, che i miei stanno per tornare e il mio mandato da bracciante sta volgendo al termine, questi pre-serali bucolici mi mancheranno. Oramai mi sono affezionata alle mie verdurine. Parlo più con loro che con il collega praticante che proprio oggi è ritornato dalla correzione delle prove scritte e tutto compiaciuto mi ha esposto quanto fosse difficile dover dare dei voti: ha paura che gli studenti più teppistelli gli vadano a rigare la macchina, nel caso in cui la valutazione non corrisponda alle loro aspettative. Io ho annuito facendo finta di ascoltarlo e, intanto, pensavo alle mie piantine e avrei voluto zittirlo dicendogli: “Bazzecole… ho cose ben più importanti da fare caro mio: devo abbeverare le piante io!” Per non parlare della questione “basilico essiccato” che è quella che al momento mi preme di più. Non so come, ma mi ero completamente dimenticata di lui, e l’altro giorno dal tono cadente delle foglioline mi sono accorta che era almeno una settimana che non provvedevo a dissetarlo. Ora lo annaffio mattina e sera, solo che ho dovuto trovare un sistema per ricordarmene, e quale miglior modo ci può essere se non quello di segnarlo in agenda? Così oggi, accanto a “notificare precetto” e “chiedere formula esecutiva decreto ingiuntivo”, ho dovuto annotare anche “acqua basilico”. Per deformazione professionale poi mi sto prendendo a cuore anche la sorte delle altre piante che mi capitano sotto agli occhi. Ieri ad esempio mi trovavo negli Uffici della Volontaria Giurisdizione, e proprio quando è stato il mio turno l’ho subito notata: la piantina grassa messa lì davanti allo sportello in bella vista a dare il benvenuto ad ogni singolo avventore, avvocato o praticante. Che tristezza che mi faceva… ridicolizzata con quel fiocchetto dorato annodato al vaso…

In barba all’istanza di modifica delle condizioni di divorzio avrei tanto voluto sottrarla di soppiatto, metterla in borsa e portarla a casa, dove l’avrei sistemata tra i pomodorini pachino e l’albicocco. Lì sì che sarebbe stata in miglior compagnia…

1 Comment

  1. ora che il mandato a “stagista-giardiniere” è finito potresti sempre cimentarti nella coltura di erbette in terrazzino, no???

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità

Archivi