Un onorario all’ippocastano…

Oggi mi va di vedere il bicchiere mezzo pieno, anzi il flacone dello shampoo, nel mio specifico caso. Come sono giunta a questa conclusione? In maniera molto semplice, ma per farvi capire questo mio stato d’animo così ottimistico, è opportuno che faccia una breve premessa…

Tutte le mattine passo davanti al suo negozio “Linea Capelli”, poi dieci passi di conto e sono praticamente davanti al portone del palazzo dello studio. Ebbene…l’altra mattina di passi ne ho fatti cinque, perché a metà strada la signora venditrice di prodotti tricologici, tale Alda, mi blocca gridandomi da dietro con voce roca:”Tuuuuu…sei un avvocato?” Mi giro di scatto, e trovo lei, con i capelli biondo platino ultracotonati, uno sguardo supplichevole e la sigaretta in mano, credo non la prima della mattinata, e neanche la seconda. Non faccio in tempo a risponderle che no, non ancora…per adesso sono una semplice pratic…che mi ritrovo seduta su uno sgabello della sua bottega a prestare una consulenza sulla eventualità di poter avanzare una querela contro la sua sorella autrice di un ennesimo atto arbitrario nei suoi confronti. Tra l’altro nel suo discorso, intervallato da ulteriori sigarette, la stessa colta da un’ansia irrefrenabile riferisce di odiare i modi autoritari della sorella, e di voler sapere se ci sono gli estremi per un qualsiasi tipo di azione penale. Da ultimo aggiunge di “volerla fare nera”. Intimidita da tutta questa smania (chissà perché la gente è convinta di poter querelare qualsiasi persona e per qualsiasi motivo!?), glisso sui suoi sentimenti alquanto fraterni e la saluto cordialmente promettendo di passare con una risposta certa, dopo ovviamente aver sentito il parere incontrastato dell’avvocato. Ed è qui che si pone l’ostacolo insormontabile. Quando chiedere al dominus un parere su questa questione così futile, quanto per lui insignificante? Dopo qualche giorno di appostamenti davanti alla porta della sua stanza, finalmente stamattina riesco a carpire quello che sembrava un momento libero. Gli spiego la questione a grandissime linee, e lui seccato dal momento che non gli ho chiesto un parere relativo alle attività di studio, mi liquida rispondendo che no, non esiste alcun presupposto per nessun tipo di azione penale, e mi enuncia brevemente il possibile risvolto civilistico che poteva avere la vicenda, lo stesso che avevo anticipato io alla signora. A questo punto potete immaginare la mia soddisfazione. Ho azzeccato un parere! Io ho indovinato perfettamente la soluzione del problema! Ho praticamente centrato il punto della questione al primo colpo! Entusiasta più che mai di questo minuscolo “successo” (se così lo si vuole chiamare) professionale, mi reco dalla signora Alda, che trovo invece piuttosto avvilita, a causa proprio dell’impossibilità di poter querelare la “tanto amata” sorella.
Ciononostante mi ringrazia premurosamente aggiungendo che, nel caso in cui fossero necessarie altre consulenze legali, mi richiamerà sicuramente, ed infine insiste nel volermi regalare qualcosa. Ed ecco qua il mio primo compenso:

lo shampoo all’ippocastano…

Ma ora mi sorge un dubbio…
Ok che ho una lunga capigliatura…
E va bene che dovrei curarla un po’ di più…
Ma Alda… non vorrai mica pagarmi sempre in prodotti per capelli?!?

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  1. Parere: chi vince tra Tizio e Caia? | Che ore sono? - [...] in un parere di diritto penale. Mica di diritto civile, settore nel quale ormai mi diletto a dispensare consigli…

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